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I grandi gialli del Piemonte

L’amante assassina: due colpi di pistola contro un povero sarto

L’AMANTE ASSASSINA: DUE COLPI DI PISTOLA CONTRO UN POVERO SARTO

Le tresche amorose possono finir male; è quanto sperimentò Ludovico Bevilacqua, un «fabbricante di maglie» con il negozio in via Ponte Mosca 14 (oggi, corso Giulio Cesare). Alle sei e mezzo di sera del 22 dicembre 1886 un uomo e una donna gli spararono alcuni colpi di rivoltella, ferendolo mortalmente al costato sinistro. Bevilacqua «amoreggiava con una giovanotta d’anni 20, per nome Bonetto Teresa di Martino, da Torino, abitante in una soffitta in via Santa Chiara n. 82», come si apprende da un trafiletto della Gazzetta Piemontese del 23 dicembre 1886. Tra i due c’erano «relazioni molto intime» e, siccome il Bevilacqua era sposato, non poteva sposarla: le aveva promesso 10mila lire in denaro, delle quali, però, le diede soltanto 200 lire.

Un po’ poco, per l’ardimentosa ragazza che, con veemenza, chiese più volte il pattuito al sarto. Si diedero due volte appuntamento a Nichelino, lontano da occhi indiscreti; ma per due volte Bevilacqua diede “buca” all’appuntamento. Teresa Bonetto decise di risolvere la cosa a modo suo: chiamò un altro suo amante, il tornitore Cesare Ferrando, 22 anni, pregiudicato ben noto alla Questura e, insieme a lui, si appostò davanti al negozio del Bevilacqua. Lì, fecero fuoco ammazzando il poveretto. Teresa provò a fuggire ma, messa alle strette dall’evidenza dei fatti, si costituì e la polizia prese anche l’amante assassino.

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