poste rapina
Rubriche
LA RUBRICA

I grandi gialli del Piemonte

Un colpo quasi perfetto

UN COLPO QUASI PERFETTO. Una delle storie più surreali avvenute a Torino in anni recenti ebbe come sfondo le poste di corso Tazzoli. Una rapina con i fiocchi, che fruttò ben cinque miliardi di lire tra contanti e assegni. Una rapina al furgone portavalori avvenuta senza sparare un colpo, studiata a tavolino, con il gusto della beffa: nei sacchi sigillati nei quali dovevano esserci, a rigor di logica, centinaia di mazzi di banconote gli uomini delle poste trovarono ritagli di giornale, di fumetti di Topolino e di libri di grammatica latina. La vicenda si svolse il 26 giugno 1996. I protagonisti si chiamavano Giuliano Guerzoni ed Enrico Ughini. Il primo era l’autista del furgone portavalori, il secondo un ex dipendente delle poste, “baby-pensionato”.

Entrambi aveva no il sogno della bella vita. Per realizzarlo, avevano studiato un piano semplice ed ingegnoso: sostituire rapidamente, durante il viaggio del furgone per caricare i proventi dell’ICI, i sacchi di banconote con altrettanti sacchi di semplice carta straccia. Per farlo, Ughini si nascose all’interno del furgone, provvedendo alla rapida sostituzione dei sacchi. Il 26 giugno 1996 Guerzoni ritirò il furgone dal deposito di corso Tazzoli e fece salire Ughini, nascondendolo nel cassone interno. All’ufficio postale di Porta Nuova salì anche Domenico Cante, il terzo uomo, lo “scambista”: figura necessaria per ritirare i plichi depositandoli nel vano furgone senza che la scorta armata sospetti di nulla. L’indomani, al lavoro si presentò soltanto Cante: fu interrogato, ma si dichiarò innocente. Su di lui gravavano forti sospetti, ma era impossibile che avesse fatto tutto da solo. Di Guerzoni e Ughini, invece, non c’e ra traccia. I giornalisti già li credevano in Costarica o in qualche altro paradiso fiscale. Invece, erano sotto un metro scarso di terra in un bosco di Bussoleno, in Val Susa. La vicenda, però, clamorosa e romanzesca, fu l’ispirazione per un film, dal titolo Qui non è il Paradiso, del regista torinese Gianluca Maria Tavarelli

Condividi sui social:

Scopri inoltre...

banners
Precedente
Successivo
Precedente
Successivo