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I grandi gialli del Piemonte

Caraglio, 20 gennaio 1838

Caraglio, 20 gennaio 1838: in quella data, venne trovato morto in paese tale Giovanni Battista Ballisio, al quale era stata sottratta una notevole somma di denaro (sette od ottomila lire, per l’epoca una cifra ingente). L’arma del delitto? Un coltello spuntato, non atto altrimenti a offendere: almeno, secondo quanto ci tramandano le cronache dell’epoca. Eppure, con quest’arma improvvisata fu possibile ammazzare lo sfortunato Ballisio.

I carabinieri e il giudice mandamentale rintracciarono tre figuri, noti per essere dei poco di buono. Si trattava di Giovanni Agnese detto Sciot, Giuseppe Arnaudo detto Pin Paola e Paolo Cagnasso, in possesso del quale vengono trovati oggetti che furono di proprietà dell’assassinato.

I giudici condannarono subito Cagnasso alla pena di morte, con indennità agli eredi del povero Ballisio. Sorte più mite toccò ai complici dell’assassino: dovranno promettere di vivere da persone dabbene, risarcire la famiglia del defunto. Agnese, considerato più responsabile dei fatti, subirà l’infamante condanna a 15 anni di galera.

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