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I grandi gialli del Piemonte

Ferdinando Dasserio e il furto nello studio di Rattazzi

Ferdinando Dasserio e il furto nello studio di Rattazzi.

A volte, può capitare che un ladruncolo scriva la storia. Come nel caso di Ferdinando Dasserio, eporediese, che il 15 dicembre 1857 si recò nello studio del ministro dell’interno del regno di Sardegna Urbano Rattazzi, in piazza Castello. Armato di una sola pistola (non c’erano metal detctor, a metà Ottocento!) Dasserio entrò come se niente fosse e, giunto nello studio del ministro, si mise ad armeggiare per aprire la cassaforte.

Rattazzi non era presente, ma ritornò prima del previsto e trovò il Dasserio intento a lavorare con gli ingranaggi per aprire lo sportello blindato. A fermare il ladro fu lo stesso Rattazzi, poi aiutato da alcuni dipendenti del Ministero attirati dalle grida. Nonostante la pronta cattura del ladro, il furto ai danni del Ministero non giovò a Rattazzi, già accusato di una fallimentare gestione dell’ordine pubblico nel regno. La figuraccia maturata dal Rattazzi in quell’occasione fu la goccia che fece traboccare il vaso e lo sfortunato Rattazzi ci rimise la poltrona: il ministro alessandrino si dimise nel gennaio 1858. Prese il suo posto Cavour; anche così, però, l’endemico problema del crimine in Piemonte non accennò a risolversi.

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