AntePavelic
Cronaca
La rubrica

I grandi gialli del Piemonte

Quando Pavelic e gli Ustascia progettarono a Torino l’assassinio di re Alessandro I di Serbia

Nel 1934 a Torino si mangiava soltanto alla piemontese: non erano ancora arrivati i ristoratori di Altopascio ad innovare la cucina nostrana e – manco a dirlo – pizzerie e ristoranti cinesi erano del tutto assenti. Davanti ad un piatto strettamente alla torinese, in una locanda di via Rattazzi, sedettero Ante Pavelic e alcuni dei suoi più stretti collaboratori.

Pavelic, il capo degli Ustascia e guida dello Stato Indipendente di Croazia, era un assiduo frequentatore dei ristoranti torinesi, e non a caso: abitava poco lontano da via Rattazzi, in via Madama Cristina angolo corso Vittorio. Ma l’incontro dei croati non era causale: in quel locale essi progettarono di uccidere il re di Serbia Alessandro I, attentato che riuscì il 9 ottobre 1934.

Re Alessandro I era sbarcato a Marsiglia e stava percorrendo su un’auto scoperta le vie della città. All’improvviso, il nazionalista macedone Vlado Cernozemski si avvicinò alla vettura reale e freddò il sovrano davanti alle telecamere che riprendevano il corteo reale. Fu il primo omicidio filmato in diretta della storia. Un macabro primato.

L’attentatore, subito ucciso dalla polizia, era macedone ma aveva rapporti molto stretti con gli Ustascia di Ante Pavelic. Ed ecco che Torino finiva sui giornali di tutto il mondo non certamente per un evento lieto o del quale andare orgogliosi.

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