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I grandi gialli del Piemonte

Il duello nella vecchia Torino

Il duello era frequente causa di morte e le sentenze del Senato riportano un cospicuo numero di casi di duellanti, che si sfidavano irrispettosi delle leggi – severissime – in materia. Come il caso di Giò Antonio Rolando, 25enne: il 21 marzo 1764 aveva sfidato a duello Andrea Sartorelli al Collegio delle Province di piazza Carlina. Entrambi erano studenti di medicina: non sappiamo il motivo della sfida, ma sappiamo come andò a finire, perché il Sartorelli morì per la ferita riportata al costato nel corso del duello, svoltosi fuori città, nel Borgo Po. Rolando venne condannato al bando di due anni dalla provincia, oltre all’indennizzo delle spese.

Sentenza analoga anche per Carlo Giacomo Giuseppe Valletti, del fu medico Giò Francesco, di Torino, che viene condannato contumace per l’uccisione in duello di Carlo Cigna «in un fortino esistente in regione di Vanchia», avvenuta il 19 aprile 1752. Il Valletti venne condannato al bando per tre anni dalla città e dalla provincia, oltre al indennizzo agli eredi.

Sembra esagerato rispetto al crimine commesso la pena riservata al povero Ludovico Battista Bernardi, di Marene, che nel 1724 venne condannato a una morte atroce per aver semplicemente mandato un biglietto di sfida a duello. La pena? «Esser publicamente impiccato per la gola sin che l’anima sia separata dal corpo». Essendo il Bernardi contumace, e non potendo quindi eseguire la sentenza capitale, la pena sarà commutata nell’impiccagione in effige, «con apositione di due cartelli esprimenti il di lui nome e cognome e titolo del delitto».

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