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EDITORIALE DEL GIORNO

I fulmini li manda Zeus

Nel leggere le teorie dei complottisti si viene presi dallo sconforto. È un fenomeno recente, legato all’immensa diffusione dei social media. Dalle scie chimiche alle nanoparticelle nei vaccini, è pieno di fake news. Il fenomeno, però, è antico. Nel mondo ignorante di una volta i complottisti c’erano, ma tacevano. Esisteva una specie di pudore dell’ignoranza, c’era più paura a parlare, più reticenza. Oggi invece ognuno si sente libero di dire la sua su tutto: sono tutti scienziati, esperti, scrittori, giornalisti. Scrivi, fai un clic su “pubblica” e ti leggono in migliaia. Ci sono delle influencers che 50 anni fa avrebbero potuto fare al massimo le cocottes e oggi sui social hanno milioni di followers. Però, ripeto, nell’antichità era lo stesso. Cosa sono leggende, favole, credenze, superstizioni, cacce alle streghe, ex voto, vaticini degli aruspici, scongiuri se non gli antenati delle bufale? Cominciò tutto perché l’uomo primitivo non riusciva a darsi una spiegazione razionale di certi fenomeni o certe paure ancestrali. Uomini più scaltri (stregoni e sciamani, più tardi autonominatisi sacerdoti) si resero conto dello sbigottimento dei loro simili di fronte a terremoti, lampi, tuoni, eclissi ed eruzioni vulcaniche, e della tendenza umana ad attribuirli ad entità sovrannaturali. Ne approfittarono. Si proposero come intermediari col “grande spirito” incazzato: se mi portate dei doni farò dei riti per placarlo. Ed ecco nato il potere delle religioni, fucine di fake news da credere per fede. Ecco ambizioni, sospetti, invidie e gelosie diventare accuse creando streghe da bruciare e blasfemi da lapidare. I complottisti, in fondo, a son badola, ma brau.
collino@cronacaqui.it

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