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Salute
IL CASO. In tutto il Piemonte fatte solo 3.800 iniezioni

I disabili “dimenticati”. Vaccinati meno del 2%. Migliaia sono in attesa

La preoccupazione delle associazioni che si chiedono se non fosse necessario rivedere le liste di priorità

Arranca la campagna vaccinale per i portatori di handicap. I piemontesi che hanno ricevuto il siero anti Covid sono al momento 3.800, secondo quanto fa sapere l’assessore regionale alla Sanità Luigi Genesio Icardi. «Abbiamo iniziato a vaccinare gli estremamente vulnerabili solo la settimana scorsa» spiega, ma la sensazione che la montagna da scalare sia fuori portata resta. In Piemonte infatti si contano 218mila persone con disabilità. Vale a dire che nemmeno il 2% di questi al momento è stata vaccinata contro il Covid. «Siamo delusi e arrabbiati» il primo commento a caldo dell’Anfass. «Così va molto male» la reazione di Giovanni Ferrero, direttore di Cdp (Consulta persone in difficoltà) all’idea che ancora così tanti siano in attesa. «Con questi numeri e a questo ritmo, tra quattro mesi ci saranno ancora persone con disabilità in attesa di ricevere la prima dose di vaccino. Ci sarà sempre qualcuno che aspetta». Il pensiero poi va a quelle liste di priorità che, solo a questo punto della campagna, prendono in considerazione i portatori di handicap e le loro fragilità. «Forse bisognava dare priorità diverse» accenna Ferrero che, pur non volendo polemizzare, sottolinea come docenti, ricercatori universitari e avvocati siano stati messi al sicuro dal virus prima delle fasce più deboli della popolazione. La sorpresa più grande poi è arrivata nel fine settimana, quando il presidente Alberto Cirio ha annunciato l’avvio della campagna di vaccinazione per il over 70 a partire dal lunedì successivo. «Il presidente Mario Draghi aveva detto che i disabili erano equiparati alla classe degli over 80 – ricordano dalle associazioni – .Pertanto avrebbero dovuto sovrapporsi agli anziani che, nelle scorse settimane, hanno ricevuto la prima dose di vaccino». Così non è stato. La campagna procede a rilento in tutta la regione, ma mostra il fianco soprattutto nel capoluogo piemontese. Da non dimenticare poi il bacino di persone che si occupa dei disabili (oltre al personale dei centri diurni e delle residenze notturne) che ancora aspetta la propria dose di vaccino. «Abbiamo scelto, dove possibile, di far vaccinare i disabili insieme agli accompagnatori negli hub della Regione invece che a casa proprio per risparmiare tempo – denunciano ancora dall’Anfass -. Ma pare che neppure questa accortezza sia servita».

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