Flat 3d isometric business people pointing the finger to blaming businessman. Business failure concept.
Il Borghese
EDITORIALE DEL GIORNO

I conigli da tastiera

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Seid Visini aveva vent’anni. E la sua morte è straziante e inspiegabile come quella di qualsiasi giovane, qualsiasi stella che viene spenta, abbattuta, all’inizio stesso della vita. Era nato in Etiopia ed era stato adottato da piccino. Aveva giocato a calcio nel Milan assieme a Donnarumma, poi aveva lasciato per studiare e crearsi un altro futuro. E questa tragedia ha fatto un sacrosanto rumore perché si sono mossi i campioni e gli ex campioni, come Marchisio che ha detto che «facciamo schifo» come Paese, commentando sulla base di un titolo sul Web poi smentito. Certo, Seid soffriva. Pensate a quanti muoiono, cadono, soffrono per gli stessi motivi di Seid ma non avendo militato in Milan o Inter o Juve non finiscono alla ribalta. «Niente speculazioni, il razzismo non c’entra», ha chiesto il padre, cercando di proteggerlo dall’odio che non ti abbandona neanche da morto, quello sparato o postato da individui che si nascondono dietro nickname fantasiosi, o pieni di numerini, bandiere… L’anonimato li fa sentire forti, il sentirsi parte di un branco quando in realtà sono solo un gregge, nella migliore delle ipotesi. «Ricordo che tutti mi amavano. Ovunque fossi, ovunque andassi, tutti si rivolgevano a me con gioia, rispetto e curiosità. Adesso sembra che si sia capovolto tutto» scriveva Seid due anni fa… Voleva dirci che siamo peggiorati? Che qualcosa ha incattivito le persone? Che la vigliaccheria e la crudeltà prendono il sopravvento sull ’onestà? Il marcio è ovunque e i conigli sono sempre esistiti. Ma adesso, prima di scappare – perché scappano sempre, quando sono affrontati -, riescono a farsi sentire da più persone in minor tempo e con poca fatica. E, ben nascosti, godono anche della disapprovazione che suscitano. Possiamo solo stanarli, o seppellirli nelle loro buche informatiche.

andrea.monticone@cronacaqui.it

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