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Economia
LA PROTESTA

I commercianti bruciano le bollette: «Con questi prezzi chiudiamo tutti»

Santa Rita in agonia contro il caro energia: «Non abbiamo più soldi per pagare»

Un bidone in fiamme, attorno gruppo di persone che hanno deciso di ritrovarsi in piazza Montanari per incendiare simbolicamente le bollette salatissime che non riescono più a pagare. Così i commercianti di Santa Rita, una trentina, hanno espresso la loro rabbia contro il caro energia che non sembra avere fine. E che ha già obbligato diversi commercianti del quartiere a tirare giù definitivamente le serrande della propria attività. Come Luciano e Anna Maria Lo Tito, titolari di una panetteria in via Boston 2: «Abbiamo dovuto chiudere perché non riuscivamo più a sostenere le spese, solitamente pagavamo 500 euro in bolletta, ma l’ultima era di 3mila euro, sei volte più cara, senza contare l’aumento del costo delle materie prime. Lavorare in queste condizioni è una follia».

Chi resiste fa una gran fatica: «Oltre alle bollette astronomiche, dobbiamo fare i conti con la diminuzione della clientela, che nel nostro negozio è calata del 30%» sottolinea Vincenzo Caliendo, presidente del comitato dei commercianti di Santa Rita, titolare di un’attività ortofrutticola e organizzatore della manifestazione di ieri. Sulle bollette, prima di essere incenerite tra le fiamme, comparivano importi decisamente alti, soprattutto se rapportati con quelli dell’anno scorso. «A luglio è aumentata del 375% e ho chiuso l’attività dieci giorni» si lamenta Pino, titolare di Pizza e Fichi, mostrando sul cellulare il raffronto con l’anno scorso: «A settembre 2021 ho pagato 387 euro, nello stesso mese di quest’anno l’importo è salito a 1.896 euro, da non credere». Le cifre sono tutte altissime, considerando le attività che interessano il piccolo commercio di quartiere. «Ad agosto abbiamo tenuto l’attività chiusa per ferie per metà mese e ci è arrivata una bolletta da 3.500 euro – evidenza Roberto Li Pira, titolare di una macelleria in via Boston -, con questi prezzi chiudiamo tutti». Seguono a ruota Vittoria e Maurizio, titolari di una pasticceria siciliana: «Abbiamo due figli da mantenere e non sappiamo come fare, a luglio abbiamo pagato 2.500 euro con 3mila kw, mentre l’anno scorso ne pagavamo 800 a metà consumo, fate voi i calcoli». «Noi vogliamo pagare tutto – sottolineano Erika e Paola, titolari di un centro estetico -, ma non possiamo». Ma non è finita qui. A spaventare i commercianti infatti sono i prossimi rincari. «L’aumento in vista del 59% sarà la mazzata finale» sottolinea Caliendo.

Nel frattempo il Comitato teleriscaldati di Torino e provincia si sta organizzando per rispondere agli aumenti e ai distacchi di queste settimane: la tensione si sta alzando e sempre più persone si stanno aggiungendo agli incontri. Adesso il Comitato sta organizzando assemblee pubbliche ogni giorno: ieri se n’è svolta una a Mirafiori, oggi sarà il turno di Parco Dora.

«Ci sentiamo presi in giro» tuona uno dei portavoce del Comitato, Sergio Ferrero.

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