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Il Borghese

I campanelli d’allarme

Brande dappertutto. Nei corridoi, nelle palestre per la riabilitazione, nelle sale congressi. E persino in chiesa, come testimonia quella fotografia scattata al San Luigi di Orbassano che ormai ha fatto il giro del mondo. E dire che solo un anno fa ci indignavamo di fronte a qualche barella lasciata lì, in un pronto soccorso. Il Covid ha cambiato tutto, ha sovvertito le regole e, soprattutto ha scoperto gli altarini che in molti, negli anni, sono riusciti a tenerci nascosti. Invece avremmo dovuto capire da tanti campanelli d’allarme, che la nostra sanità pubblica era ammalata. E peggiorava di anno in anno. Le liste d’attesa, per fare un esempio. Chilometriche per i pazienti, causa di ansia e purtroppo anche di morti premature. Che poi qualcuno “spiegava”, o meglio aggiustava con numeri che alla fine parevano accettabili. E poi la silenziosa fuga dei malati verso altre regioni, come la Lombardia, la presenza, sempre più consistente della sanità privata a cui venivano (vengono) garantiti ristorni di tutto rispetto. Eppure le amministrazioni regionali, senza esclusione di colori, hanno finto di non vedere, nonostante nel loro bilancio la quota riservata alla sanità sia enorme, rispetto alle voci di spesa. E ora? Ora tocchiamo con mano le inefficienze del passato a cui si sommano quelle del presente, l’incuria di un estate che certo non assomigliava a tante altre e che avrebbe dovuto spingere gli amministratori a fare le formichine sommando letto a letto, ristrutturando vecchi edifici, conservando l’esistente, almeno, e mi riferisco all’ospedale delle Ogr. Soffriamo, e deve essere considerata una sconfitta terribile, il trasferimento di pazienti oltre provincia, il distacco dalle famiglie, il silenzio che diventa abituale, quando una parola potrebbe dare conforto. Vanno cambiate le regole, e vanno cambiate subito, non è più possibile tollerare che un simile sfacelo. E non diteci che la soluzione è in un parcheggio al Valentino, con un ospedale da campo. La nostra gente non se lo merita.

fossati@cronacaqui.it

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