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PIAZZA CLN

I barboni fanno festa in pieno centro e usano i portici come un gabinetto

Il ritrovo di una decina di senzatetto che mangiano e bevono insieme. «Qui nessuno interviene»

Cinquanta metri quadri di materassi matrimoniali e coperte. Un fornello e borse di plastica al posto degli armadi. Ciotole gialle come piatti per il pranzo e per la cena. Niente sedie e tavolini. Ma le piantine se le sono portate. Nei vasi appoggiati sotto il pilastro che regge il pavimento-soffitto dell’ultima stanza senza pareti nel centro aulico di Torino. E non pensate agli amori in musica di Gino Paoli. Qui, di poetico c’è davvero niente.

Lo sa bene chi passa da queste parti per fare shopping, l’hanno imparato ancor meglio quelli che abitano nei bei palazzi di sopra e ogni volta che escono dal portone iniziano un viaggio nella casbah in versione piemontese. Con i portici che un tempo erano sinonimo di eleganza trasformati in galleria degli orrori, gli anfratti (neanche troppo nascosti) usati come gabinetti da chi, senza badare alla presenza di grandi o piccini, cala le braghe e fa i propri bisogni. Lo fanno i barboni attempati, che annaffiano quotidianamente bidoncini della spazzatura e fioriere. E lo fanno le donne, come quella che si accovaccia vicino a una bicicletta legata con la catena e, baciata dal sole, si libera sul marciapiede.

La carrellata di degrado e disperazione che si può incontrare passeggiando nel centro di questa nuova Torino a Cinquestelle in cui anche i quartieri ricchi possono avere un assaggio dei problemi irrisolti delle periferie, è la più varia. Le liti tra senzatetto, quando nelle vene la percentuale di Tavernello comincia ad essere superiore a quella del sangue, sono quotidiane. «Ma quel che è successo l’altra sera – racconta chi non ha resistito a immortalare la scena per dimostrare quanto le proteste di chi non ce la fa più siano fondate – anche per noi che siamo abituati a ogni genere di nefandezza ha davvero dell’incredibile». Con una decina di barboni che si sono ritrovati nell’ultimo accampamento. A bere e sghignazzare fino a tarda notte. «Le regole – commenta amaro chi ci ha mandato i video e le foto in redazione – evidentemente per qualcuno non valgono niente. E non mi riferisco ai barboni, ma a chi le leggi dovrebbe farle rispettare e trovare un posto degno, restituendo un po’ di dignità, a queste persone».

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