Barbara Bouchet
Spettacolo
BARBARA BOUCHET

«Ho iniziato con Marlon Brando, non sapevo neppure chi fosse»

La nota attrice domani alle 17 sarà ospite del Museo del Cinema

L’attrice, regina dell’aerobica, Barbara Bouchet domani alle 17 sarà ospite del Museo del Cinema per una Masterclass collegata alla mostra “Photocall”. E non poteva esserci personaggio più azzeccato lei che, con il suo fascino dell’Est e una bellezza mozzafiato, dei red carpet è stata una divina protagonista durante gli anni Settanta e Ottanta, diventando un vero sogno erotico.

«Non mi preparo mai prima, in questi casi: vado a ruota libera, risponderò a ogni domanda», confida sorridendo l’attrice, diventata famosa in Italia al cinema negli anni ’70 e poi star anche del piccolo schermo.

È nata in Europa ma la sua carriera è iniziata a Hollywood, con attori come David Niven ed Henry Fonda. Che ricordi ha di quel periodo?
«A 17 anni ho firmato un contratto con Otto Preminger e da lì iniziata la mia carriera più importante, con film come “Prima vittoria” con John Wayne, del 1965. Non avevo pressioni, io venivo dall’estero e tutti questi grandi nomi non sapevo chi fossero, ero solo contenta di avere un lavoro. Poi ho capito l’importanza di colleghi di set come Marlon Brando».

Nel 1967 ha lavorato anche in un film di James Bond, “Casino Royale”.
«Accanto a un attore come David Niven, la persona più adorabile possibile. È stato un lavoro durato un anno e mezzo, in un’atmosfera pazzesca con scenografie bellissime che cambiavano in continuazione. L’unico problema era che a Londra, dove giravamo, a quell’epoca pioveva sempre e mi mancava il sole».

Poi è arrivata in Italia, dove è stata subito amatissima: il Museo nei giorni scorsi in suo onore ha riproposto “Milano Calibro 9” di Fernando Di Leo, è stato così importante per lei?
«La lunga scena in cui ballo sul cubo è il ricordo più forte della mia presenza nel film. Sul set quel giorno avevano chiuso tutte le porte, poi mi sono ritrovata le mie foto sul giornale! Quentin Tarantino con quella scena si è innamorato di me e ha visto tutti i miei film, io lo ringrazio ancora perché ha portato quei film di serie B in alto, li ha fatti conoscere ai suoi fan»».

Di quel film all’ultimo Tff abbiamo visto il seguito, “Calibro 9”, in cui riprende dopo tanti anni lo stesso personaggio.
«È stato divertente. Ci sono altri personaggi che interpreterei di nuovo volentieri, come quello di “Per le antiche scale” di Mauro Bolognini, un ruolo completamente diverso, un’esperienza bellissima, in costume: un altro film così mi piacerebbe. Ma sogno anche di farne uno in cui interpreto un personaggio di dura e cattiva, sarebbe ora».

L’ultimo film in cui ha recitato è stato “Tolo tolo”: come è stato lavorare con Checco Zalone?
«Lui ha sbancato con quel film, ma lavorarci è stato strano. Eravamo in Africa, lui era sempre circondato dai suoi amici e collaboratori, si ritirava nel suo bungalow al punto che non abbiamo mai parlato io e lui! È stato molto schivo, ci vedevamo solo sul set».

I suoi figli non hanno seguito la sua carriera artistica, avrebbe voluto facessero gli attori?
«Non li ho mai spinti, ma quando il più grande, Alessandro (Borghese, celebre chef televisivo, ndr), ha iniziato a condurre i primi programmi mi sono fatta una risata, anche lui aveva ceduto alle telecamere! Io non ho mai cucinato, mangio anche pochissimo. Se lui cucina per me? Solo a Natale, quando ci vediamo»».

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