casalinghe americane
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LA NOVITÀ

Helen, la giocatrice di poker che racconta le casalinghe tra omicidi e humour nero

Una serie di racconti tra guerre di vicinato e buona società

Dimenticatevi “Desperate housewives” e anche la serie cugina “Cougar town”. Certo, anche le “Casalinghe americane” (La tartaruga, 19 euro, traduzione di Chiara Spaziani) di Helen Ellis si fanno lo smokey eyes, affogano frustrazioni e in egual misura doveri sociali nel deprimente chardonnay, soprattutto quando capiscono che non c’è niente di male a non sopportare roba forte, perché non si ha più l’età, e riarredano le case, cambiano i collant ogni inverno, partecipano ai club del libro, sorridono quando si deve sorridere, ricevono e sono ricevute, ma… Certo, c’è un «ma» ed è bello pesante.

Curioso personaggio di scrittrice Helen Ellis: autrice di un paio di romanzi, ma anche giocatrice professionale di poker nei tornei nazionali, confessa di essere tornata alla scrittura grazie agli editor di una serie di riviste che hanno pubblicato i suoi racconti, questi ritratti di casalinghe che, in qualche maniera, intersecandosi, proseguendosi a vicenda o riprendendosi, diventano un romanzo borghese niente affatto scontato. Perché la penna di Helen vuole essere corriva, intrisa nell’inchiostro dell’ironia e se vi saltasse in mente di fare paragoni, che so con le “persone normali” di Sally Rooney, beh sappiate che Helen è una Sally Rooney dotata di umorismo, nero per lo più.

Quindi, prendiamoci pure il lungo elenco di comandamenti di quella che dovrebbe essere la casalinga americana ideale, quella che si muove come Beyoncé mentre bada alla casa, che ascolta audiolibri erotici mentre prepara la lavatrice, oppure quella che va a conoscere la futura suocera e supera la «prova della macchia», conquistando la vecchia riccastra e preparando la sua scalata dell’attico affacciato su Manhattan.

Poi, però, c’è la bella sfida dell’ex avvocato che diventa tassidermista, al termine di una battaglia campale che ci viene raccontata con scambio di email, partendo dalla boiserie e dalla tappezzeria (dicotomia forte, roba da guerra delle Rose) del corridoio comune di un condominio di lusso, roba che va a finire nel sangue. Poi c’è la cara Zia Mandy, «non mi chiamare Mami», che sequestra le consenzienti giovanissime reginette di bellezza che vogliono sfuggire alle madri e al loro destino di lacca e lustrini per magari semplicemente giocare da centravanti nella squadra di soccer del quartiere.

E l’aspirante mogliettina perfetta che vi dicevamo prima? Beh lei, mentre prepara biscotti all’uvetta (il segreto per lo zucchero di canna giusto è scioglierci dentro un marshmallow: la letteratura non è roba per glicemici), si intrattiene con i fantasmi dei portieri morti del suo stabile, morti non senza la sua presenza nei dintorni…

E naturalmente non la vogliamo una scrittrice, magari in crisi di identità? Considerando che il profilo Twitter di Helen Ellis è WhatIDoAllDay, “cosa faccio tutto il giorno”, potreste essere tentati di fare la domanda proprio a lei e ai suoi personaggi: a quella che si fa trascinare in una specie di reality dove le “stelle” rovistano nei mercanti dell’antiquariato (occupazione d’eccellenza per casalinghe middle upper class e anche per attori che devono smentire di essere gay), o all’altra che scrive un romanzo sponsorizzato da Tampax, sperando di rivedere il marito preso in ostaggio dai suoi editor.

Cattivissima, scorretta, divertente, Ellis. Una scrittura che bluffa – e come potrebbe essere diversamente? – con i luoghi comuni delle casalinghe disperate o disperanti e del romanzo di genere americano, con i tic della società – di certa società – e dell’industria editoriale mainstream, poi ti fa un “mezzo buio” e prova a calarti il full di donne.

CASALINGHE AMERICANE
Autore: Helen Ellis
Editore: La tartaruga
Genere: Romanzo
Prezzo: 19 euro

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