Consolata
Cronaca
LA RUBRICA

Hanno rubato la Consolata

I grandi gialli del Piemonte

Un crimine incredibile fu commesso ai danni della chiesa e dei fedeli. Il 18 aprile 1853, la statua d’argento della Madonna della Consolata, del peso di circa 120 chili, non fu più trovata nel forziere dove era rinchiusa: di essa si persero per sempre le tracce. La statua era stata donata dal re Carlo Felice, che aveva commissionato il lavoro al noto ebanista Lorenzo Lavy. Morto il sovrano, la statua fu donata al santuario dalla vedova Maria Cristina nel 1833.

Il 18 aprile 1853, aperto il forziere nel quale la preziosa statua era custodita per mostrarla a qualche forestiero di riguardo, si constatò che il prezioso deposito ne era sparito. Secondo il giornale umoristico e anticlericale Il Fischietto, il furto fu opera di qualche avida talare. Ne la Storia dei ladri nel Regno d’Italia, pamphlet scritto con tutta probabilità da don Giacomo Margotti, non viene fornita o azzardata alcuna spiegazione, ma l’autore del testo così spiegò le dinamiche del colpo:

«Per compiere questo furto aveano dovuto di notte tempo aprire la chiesa, poi l’inferriata d’una camera nella quale era riposta la statua, cacciarsela sulle spalle e fuggire. Riuscirono a tutto; la statua della Madonna fu involata e s’ha ancora oggidì da scoprire il ladrone» . Si può aggiungere che il ladro non fu mai identificato.

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