la scimmia egoista
Libri
LA SCIMMIA EGOISTA

Una “guida all’estinzione” tra Darwin e Jim Morrison

Il provocatorio libro del biologo Nicholas P. Money

Uscito l’anno scorso all’estero, “La scimmia egoista” (Il Saggiatore, 17 euro; ebook 7,99 euro) di Nicholas P. Money ha ben poco a che vedere con il coronavirus, ma certo di questi tempi il sottotitolo del libro suona quantomeno inquietante: «Perché l’uomo deve estinguersi».

Il biologo americano una risposta a questa domanda ce l’ha: perché l’uomo, in particolare l’uomo moderno, ha l’indubbia capacità di non accontentarsi di vivere in pace nel suo habitat, preferendo devastare e sottomettere. L’homo sapiens, tanto per gradire, ha fatto estinguere il suo cugino di Neanderthal, per non parlare delle numerose specie animali. E sta facendo di tutto per accelerare la rovina del pianeta, da molto tempo ormai. Ma soprattutto quest’uomo, chiamato “homo narcissus”, continuana a riprodursi, incurante dei danni che causa all’equilibrio naturale.

Va detto subito che il libro è corrosivo, non privo di una robusta dose di humour che passa dalle spiegazioni scientifiche ai versi di Milton ma anche alle canzoni di Jim Morrison o John Lennon.

Perché “la scimmia egoista”? Forse perché, per dirla con Nietzsche, l’uomo è «la più scimmia di tutti», ma più che altro perché innegabilmente discende dagli ominidi che erano scimmie evolute. Pur mantenendo, grazie ai segreti della lenta evoluzione e dei recessi dei meccanismi del Dna, una “parentela” anche con le spugne da bagno.

Si parte dalle domande principali: chi siamo, da dove veniamo, dove andiamo. Chi siamo e da dove veniamo è ben raccontato con una brillante quanto rapida storia dell’evoluzione della vita sul pianeta. Dove andiamo è riassunto nell’estinzione. Pur continuando a riprodurci e lasciando intravedere una popolazione di una decina di miliardi di individui nel 2050. Individui che consumano ozono, che rilasciano ossido di carbonio, che riscaldano sempre di più il pianeta. L’unica maniera per un uomo di smettere di contribuire alle emissioni, ci dice Money, è morire. Perché non c’è modo di tornare indietro da quello che è l’attuale livello della scienza e dell’abitudine umana. Quanto al generare, «dovrei recarmi al lavoro ogni giorno con Learjet a carbone» per fare gli stessi danni all’ambiente di chi voglia mettere al mondo un figlio, ironizza pesantemente il professore.

Un libro provocazione, forse, ma che al di là dell’inquietudine che può lasciare offre uno spaccato scientifico, in termini divulgativi, di cosa sia quel miracolo della vita e del perché, tra tanti esseri, solo noi ci siamo evoluti al punto di considerare importante soltanto la nostra esistenza e non quella dell’intero ambiente. Egoisti, appunto.

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