Lo chef Cannavacciuolo e la sindaca Appendino
Il Borghese

E guardiamo le stelle…

E alfin uscimmo a riveder le stelle… Quelle almeno non ci mancano, dal momento che Torino, che già ne aveva almeno cinque con cui fare i conti tutti i giorni, ha fatto incetta anche di quelle della guida Michelin.

A dimostrazione della «capacità della città di attrarre» dice, più o meno, la sindaca Chiara Appendino. O magari è solo la capacità del singolo, o la sua incoscienza o una visione, chiamatela come vi pare. Magari Cannavacciuolo ha aperto qui perché di affitto gli costava meno che a Milano, chi può dirlo?

Io, onestamente, non mi sento di smentire la sindaca sulla capacità di attrazione di Torino: quella ce l’ha di certo, almeno a livello turistico. E anche dal punto di vista della cultura non scherziamo, nonostante qualche nostro amministratore faccia del suo meglio per rendere difficile la vita a chi di dovere.

Pensiamo solo alle mostre blockbuster, quegli appuntamenti che attirano migliaia e migliaia di visitatori: a detta degli stessi organizzatori, sarà sempre più difficile averne a Torino perché costano care e i fondi scarseggiano. Ma questo, in fondo, lo sapevamo già. E del Salone del libro che vogliamo dire?

Si è detto tanto dell’orgoglio con cui abbiamo preso a calci le ambizioni predatorie di Milano però al momento restiamo in attesa di un’asta che decida chi sarà il proprietario dello storico marchio. Con, a quel punto, il sacrosanto diritto di farne il cavolo che vuole. Però abbiamo le stelle, consoliamoci. Anche se di solito quando le si vede è perché ci si è fatti male…

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