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Cronaca
Inatteso forfait della leader dei Fridays for future

Greta non sarà a Torino per il summit sul clima: «Buona fortuna a tutti» [VIDEO]

Problemi “logistici” o fratture nel movimento ecologista: «Ci chiedono tutti di lei ma nel mondo siamo in migliaia»

Nessuno vuole sbilanciarsi rispetto alla versione ufficiale, ma tutti glissano su eventuali “fratture” interne al movimento o sulla troppa visibilità dell’attivista da cui è partito tutto. «Greta non sarà a Torino per ragioni logistiche». Quali siano non le chiariscono i Fridays for future e nemmeno gli organizzatori del Climate Social Camp alla Colletta, dove la giovane svedese era attesa tra lunedì e mercoledì. «Non ci sarà, punto e basta».

Si accontenteranno tutti del suo intervento in “streaming” dallo schermo dell’aula magna al Campus, senza indugiare più di tanto sulle voci che la darebbero ammalata, meno che mai su quelle che ipotizzano divisioni interne al movimento ecologista. Lei, invece, si limita a poche parole di buon auspicio, un minimo sorriso e un augurio di «buona fortuna» a tutti. «Faccio i miei complimenti all’organizzazione e al “local team” perché hanno fatto un fantastico lavoro – ha dichiarato Greta Thunberg collegandosi con la prima assemblea generale al Campus dall’account dell’irlandese Saoi O’Connor -. Sono contenta che le persone possano nuovamente ritrovarsi e stare insieme dopo tutto questo tempo e in un’occasione come questa in cui si può parlare faccia a faccia. Un’opportunità per migliorare il livello della discussione e per conoscersi tutti meglio e mi auguro che questo accada. E vi auguro buona fortuna».

ATTESA IN CAMPEGGIO
L’attesa per Greta era cominciata dal primo mattino al Climate Camp della Colletta, dove sono previsti circa 500 partecipanti: la metà di quanti potrebbero sfilare, venerdì prossimo, per il centro di Torino in occasione del corteo di Fridays for future. Nel frattempo ci si confronterà con militanti provenienti da tutto il mondo in assemblee e laboratori. «I prossimi mesi saranno molto importanti, si voterà per il rinnovo delle Camere, si eleggeranno coloro che ci guideranno per i prossimi cinque anni, per questo, da un lato, dobbiamo chiedere a chi ha il potere di assumersi le proprie responsabilità» spiegano gli organizzatori, che si sono dati l’obiettivo di «stimolare un cambiamento anche negli stili di vita: perché non siamo tutti sulla stessa barca, ma nella stessa tempesta». Il punto d’approdo sarà il Global Strike dei Fridays previsto il 23 settembre «al quale ci dobbiamo preparare con impegno cercando di immaginare un futuro alternativo». La piattaforma di partenza sarà costruita a Torino. «Siamo qui tutti insieme, in un campeggio urbano per scambiarci idee e opinioni su una pratica politica di lotta e resistenza perché siamo convinti che non ci possa essere giustizia climatica senza giustizia sociale» evidenziano dal Climate Social Camp, mentre si montano le ultime tende. «Non è una polemica ma tutti ci chiedono soltanto di Greta, quando abbiamo testimoni e giovani attivisti da 45 diversi Paesi che rischiano molto per essere qui, c’è chi è arrivato dal Congo e dalla Polinesia per raccontare la propria storia» spiega Giorgio Brizio. «Noi siamo di Trieste – raccontano Sofia e Giovanni -. Non so quanti sappiano che da giorni sta bruciando il Carso e gli incendi continuano in Slovenia» raccontano Giovanni e Sofia. Inutile chiedere quali prospettive vedano all’orizzonte fra vent’anni. «Non ci sono più vent’anni davanti a noi se non invertiamo la rotta» puntualizza risoluto Mattia, 19 anni. «Ne abbiamo davanti sei, forse, sette per evitare che il conto alla rovescia sia definitivo e ci condanni a quanto sappiamo ormai da tempo: il pianeta si sta surriscaldando e basta osservare quali siano stati gli ultimi fenomeni naturali anche in Italia per capire quanto sia necessario fare presto».

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