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Greta brevettata

AIRC Associazione Italiana Ricerca sul Cancro. LILT Lega Italiana per la Lotta contro i Tumori. ANVOLT Associazione Nazionale Volontari Lotta al Cancro. AIMAC Associazione Nazionale Malati di Cancro. IRCSS Istituto Nazionale Tumori. CRO Centro di Riferimento Oncologico. WCRF Wordl Cancer Research Found international. OECI Organisation of European Cancer Institutes. IEO Istituto Europeo Oncologia. FPRC Fondazione Piemontese per la Ricerca sul Cancro (quello di Allegra Agnelli). CALCIT Comitato Autonomo Lotta Contro I Tumori. Queste sono solo alcune delle tante sigle che bussano a soldi per la ricerca sul cancro. In tempo di dichiarazione dei redditi chiedono il 5 per mille. Nel resto dell’anno chiedono soldi col numero verde o col sms, organizzano spettacoli, banchetti, congressi, vendite di fiori e frutta nelle piazze, questue davanti agli ospedali e i supermercati. Primo obiettivo è metter su una bella Onlus con sedi, uffici, parco macchine, benefit e personale ben remunerato. Poi si paga la pubblicità. Quel che resta va alla ricerca. Non vi stupite: l’Unicef, la Fao e gli altri baracconi dell’Onu fanno lo stesso, e in più godono dei fondi istituzionali Onu. È la grande danza “al vostro buon cuore”, fonte redditizia che comincia ai semafori e finisce con la richiesta di far testamento a loro favore. Ecco perché Greta Thunberg ha depositato il suo nome e la frase “fridays for future”: con quelle parole magiche si erano messi allegramente a raccoglier soldi in tutto il mondo, senza la sua autorizzazione, senza il suo controllo e soprattutto senza darle un cents. Ora almeno i soldi resteranno a lei. Il clima può anche andare a rotoli, ma la grana è importante.
collino@cronacaqui.it

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