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GALLERIE D’ITALIA

Gregory Crewdson: «Sono uno storyteller, le mie foto come set»

L’artista di Brooklyn che ha immortalato volti di star quali Gwyneth Paltrow e Julianne Moore da oggi a Torino in anteprima mondiale con “Eveningside”

Di spontaneo, di istantaneo nelle sue foto non c’è nulla. Sono tutte costruite con la massima cura, come in un set cinematografico. Come in un set cinematografico alla realizzazione delle sue immagini collabora un intero team di tecnici, una cinquantina circa, e come in un set cinematografico a volte i suoi soggetti possono essere attori come è stato per Gwyneth Paltrow e Julianne Moore. Ma per il progetto commissionatogli da Intesa Sanpaolo, Gregory Crewdson ha preferito lavorare con un gruppo ristretto, ha voluto dare un taglio più intimo al suo lavoro ed è così che è nato “Eveningside”. Ultimo capitolo di una trilogia che abbraccia dieci anni di lavoro, le immagini di “Eveningside” di Gregory Crewdson, tra i massimi esponenti della Staged Photography, sono esposte in anteprima mondiale da oggi e fino al 22 gennaio 2023 alle Gallerie d’Italia. Il museo di Intesa Sanpaolo ospita, dunque, in anteprima il più recente lavoro del fotografo americano, uno dei più apprezzati a livello internazionale, le cui opere si trovano nei principali musei del mondo, dal Metropolitan Museum di New York al Whitney Museum of Art e al Guggenheim Museum, sempre nella Grande Mela, dall’Art Institute di Chicago alla National Gallery of Victoria di Melbourne, Australia.

«Si tratta del più grande progetto europeo dedicato a Crewdson» sottolinea il curatore della rassegna Jean-Charles Vergne. «Una mostra che conferma l’alta qualità espositiva che Intesa Sanpaolo vuole regalare ai torinesi e agli italiani» rimarca il presidente Gian Maria Gros-Pietro. Ed «è la prima volta che ho lavorato su commissione» rivela l’artista di Brooklyn, presente ieri all’inaugurazione. È l’intera trilogia di Crewdson che si propone agli occhi del pubblico delle Gallerie Italia, quella iniziata con “Cathedral of the Pines” e “An eclipse of Mosths”, accanto agli scatti minimalisti di “Fireflies”, per finire con il più recente lavoro “Eveningside”. Immagini, queste ultime, che restituiscono la solitudine e l’alienazione dell’uomo, colto nei luoghi della quotidianità, un mercato, una latteria, un negozio di ferramenta. «Sono uno storyteller – dice l’artista – interessato all’intersezione tra tristezza e felicità, alla vita di ogni giorno». E aggiunge: «queste immagini le ho scattate durante la pandemia, in isolamento, ciò le rende per me ancora più importanti».

«Alcune opere di Crewdson e altre di Lisetta Carmi (di cui è in corso una mostra sempre nelle sale del museo di piazza San Carlo, ndr.) entreranno a far parte della collezione fotografica di Intesa Sanpaolo» anticipa il presidente emerito della banca, nonché ideatore del museo Giovanni Bazoli. Il quale annuncia anche per le prossime mostre un’attenzione alla «corsa alla conquista dello spazio e all’economia circolare».

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