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Amarcord
26 OTTOBRE 1958

Gregorio XVII, il papa mancato: fu pontefice per soli 10 minuti

Il cardinale Giuseppe Siri e quella misteriosa fumata bianca

Giuseppe Siri, il granitico cardinale di Genova, fermo oppositore del modernismo, fu davvero eletto papa il 26 ottobre 1958, assumendo il nome di Gregorio XVII? È una teoria che viene suggerita frequentemente, complice il fascino che da sempre ciò che circonda papi, cardinali e conclavi ha per il pubblico. Ma cosa c’è di vero in questa storia? Siri era da tutti riconosciuto come il “delfino” di Pio XII. Il conclave si aprì il 24 ottobre 1958; 51 i cardinali presenti, 18 di essi italiani.

Siri era certamente uno dei candidati più in vista, ma non il più papabile; al conclave mancavano invece nomi famosi: uno tra tutti, l’arcivescovo di Milano Giovanni Battista Montini, nome molto noto tra i progressisti, che non poteva partecipare al conclave perché non aveva ancora ricevuto la berretta cardinalizia. Alle 11.53 del 26 ottobre, dal comignolo della Sistina si levò una fumata che parve bianca a tutti i presenti in piazza San Pietro. Non fu soltanto un’impressione: le guardie svizzere si schierarono in piazza e la radio vaticana annunciò che era stato eletto il successore di Pietro. Un nuovo equivoco, questa volta alle 18, mandò in confusione funzionari, giornalisti e fedeli. Eppure, dalla balconata per due volte non si affacciò nessuno. Alla fine, fu chiaro a tutto che si era trattato di errori. Errori tali da far mobilitare le guardie svizzere e far riversare in piazza San Pietro mezza Roma.

«Un fumo bianco, denso, voluminoso – aveva annunciato la radio vaticana – ricopre il tetto della Sistina. Ormai non c’è più dubbio che il Papa sia fatto». Il principe Chigi, maresciallo del conclave, rispondendo alle pressanti domande dei giornalisti così rispose: «Mi duole dovervi confessare che neppure io, che ho assistito a tre Conclavi, anzi a quattro, posso dire di aver visto fumate di colori vari e sospetti come questa volta. Nella “fumata” del mattino il fumo era giallastro, poi leggermente bianco, poi si è improvvisamente interrotto, forse per imperfetta combustione della stufa, quindi ha ripreso per diventare nero alla fine.

In quella della sera è stata una cosa, direi quasi, angosciosa tentare di individuare il colore, forse dovuto ai riflettori che è la prima volta che vedo in opera, e ai quali forse si deve l’interpretazione di un colore invece che un altro». Un rapporto dell’FBI citato nel libro The Vatican Exposed di Paul Williams evidenzierebbe che Siri fu eletto papa con il nome di Gregorio XVII; contro l’elezione dell’integerrimo Siri sarebbe avvenuta una specie di “fronda” dei cardinali progressisti, che temevano una recrudescenza della persecuzione oltrecortina se fosse stato eletto papa un uomo del calibro di Siri. Fu così che Gregorio XVII restò pontefice per una manciata di minuti; Roncalli, eletto papa di transizione, avrebbe assunto il nome di un antipapa del XV secolo – Giovanni XXIII – per evidenziare un’irregolarità nel conclave appena concluso. Tuttavia, i documenti citati da Williams non sembrano essere verificabili; l’ipotesi Siri resta un’ipotesi. Suggestiva, è vero, ma allo stato attuale priva di fondamenti storici.

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