Italy's Covid-19 Green Pass For Post-Vaccine Travel
Salute
Un certificato per andare al cinema e al ristorante

Green Pass anche qui, ma il modello Macron divide e fa discutere

Il presidente Cirio appare cauto e invita a guardare al numero dei posti letto attualmente occupati in Piemonte

«Siamo ancora dentro la pandemia, guai a pensare che sia finita». Con poche parole il ministro della Salute Roberto Speranza invita a non abbassare la guardia. «Dobbiamo ancora concentrare tutte le nostre energie per contenere il contagio» prosegue. Tanto più in vista della riapertura delle scuole a settembre, come ricorda Walter Ricciardi, consigliere del ministro. «Se i contagi aumentano e poi a settembre, quando ci ritroveremo di più negli ambienti chiusi, partiamo da una circolazione del virus molto alta, avremo problemi con la riapertura delle scuole e delle fabbriche – spiega -. Non possiamo rilassarci adesso per poi rialzare la guardia a ottobre, ma dobbiamo continuare a rispettare le misure: allentarle in questo momento è assolutamente imprudente». Il confronto con la Gran Bretagna poi aiuta a prefigurare il prossimo futuro per l’Italia.

«C’è un aumento dei casi senza un aumento dei ricoveri – spiega l’esperto – che comunque non è un fatto positivo e necessita di assoluta attenzione proprio per la grande contagiosità della variante Delta». Ricciardi ha anche ricordato che gli operatori scolastici «vanno vaccinati». In Francia c’è l’obbligo anche per loro «perchè tutto il personale sanitario e sociale che è a contatto con il pubblico deve essere assolutamente vaccinato». Ed è proprio il modello francese promosso da Emmanuel Macron sul Green Pass che oggi fa discutere e divide il nostro Paese, soprattutto le categorie dei ristoratori e degli esercenti.

GREEN PASS IN ITALIA
Il cosiddetto “modello Macron” rende il Green Pass obbligatorio per l’accesso a cinema, teatri, bar, ristoranti, treni e aerei. Il certificato si può ottenere dopo la vaccinazione, ma anche presentando l’esito negativo di un tampone negativo eseguito nelle 48 ore precedenti o con un attestato di guarigione relativo agli ultimi sei mesi. In Francia l’iniziativa ha spinto molti a vaccinarsi, tant’è che si è registrato un boom di due milioni di prenotazioni in sole 24 ore. «Il Green Pass aveva dato risultati positivi già in Israele con la variante Alfa, che è molto meno contagiosa – ricorda ancora Ricciardi – ed è quindi auspicabile che tutti i Paesi adottino questa strada per incentivare le vaccinazioni e una circolazione soltanto da parte di persone protette che quindi non trasmettono la malattia». Il consigliere poi mette in guardia: «Una nuova ondata può essere evitata soltanto se si prendono misure drastiche perché la variante Delta è contagiosissima: ogni persona mediamente ne contagia altre sette».

GREEN PASS IN PIEMONTE
Mentre a Roma si discute se seguire o meno il modello dei nostri vicini d’Oltralpe, a Torino il presidente della Regione Alberto Cirio appare cauto. «Dobbiamo guardare il dato dei positivi, ma anche quello dell’occupazione dei posti letto negli ospedali – avverte -. A oggi abbiamo tre ricoverati in terapia intensiva in tutta la Regione. Vuol dire che il vaccino funziona». Sulla stella linea anche il presidente di Confesercenti Torino, Giancarlo Banchieri, che bolla la misura come «non necessaria» in Italia. «I dati delle ospedalizzazioni sono meno preoccupanti di quelli francesi – spiega -. Dalla nostra parte, inoltre c’è il clima: d’estate bar e ristoranti lavorano principalmente all’aperto, in modo più sicuro per tutti». Non la vede allo stesso modo la presidente dell’Ascom Torino Maria Luisa Coppa, che invece auspica che il modello francese venga presto adottato anche da noi. «Ritengo che sia un richiamo al senso del dovere che ognuno di noi dovrebbe avere» commenta.

VISITE IN OSPEDALE
Per far visita ai propri cari in ospedale la Regione ha varato nuove linee guida. «Il congiunto può accedere solo se non presenta sintomatologia» spiegano dall’Unità di Crisi. E se ha completato il ciclo vaccinale da almeno 15 giorni e da non più di 270 (somministrazione di una dose di vaccino tra 90 e 180 giorni dalla guarigione purché non ne siano trascorsi più di 270 dall’immunizzazione). Si può presentare anche un tampone negativo eseguito nelle 48 ore precedenti o un certificato di guarigione. Esattamente come per il Green Pass.

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