COLLEGNO

Green Up, nessun allarme ambientale. Ma c’è il giallo della tentata intrusione

Domenica le fiamme nella ditta di stoccaggio. Qualcuno avrebbe fatto scattare l’allarme

L’incendio all’interno della ditta di stoccaggio

Saranno i carabinieri della compagnia di Rivoli a dover fare chiarezza sull’allarme scattato domenica sera alla “Green Up” di via Villa Cristina, a Collegno, ditta specializzata nel settore dei servizi ambientali.

Quella sera, diverse squadre dei vigili del fuoco erano intervenute – chiamate dalla vigilanza – per un principio di incendio nella struttura. Perché qualcuno, per ben tre volte, ha fatto scattare il sistema che rileva la presenza di estranei nella struttura. Facendo intervenire le guardie della vigilanza privata. Le stesse che hanno notato il fumo e fatto arrivare i mezzi d’emergenza e gli operai, che per diverse ore hanno smassato i rifiuti speciali non pericolosi provenienti dalle lavorazioni industriali.

«Per fortuna che al nostro arrivo, nel 2017 – spiega Flavio Raimondo, amministratore delegato di Green Up – abbiamo deciso di migliorare il sistema di sicurezza, oltre a rifare gli esterni dello stabilimento. E questo è stato determinante per domenica sera. Per evitare conseguenze peggiori. Infatti, non c’è stato alcun pericolo di natura ambientale. Questo è stato poi certificato, nelle ore successive all’arrivo dei vigili del fuoco, anche dai carabinieri del Noe. E, ancora, dal mancato arrivo sul posto dell’Arpa, Ente preposto per situazioni di pericolo di carattere ambientale».

Ma c’è il giallo, almeno per ora, su chi, domenica sera, abbia provato ad introdursi dentro allo stabilimento. La risposta la dovranno dare i carabinieri al termine dell’indagine, per capire se ci possa essere una correlazione tra l’ipotetica intrusione e quel principio di incendio.

Nel frattempo, dopo la denuncia della società, le indagini stanno andando avanti. A maggior ragione dopo che i vertici di “Green Up”, durante un sopralluogo nella tarda mattinata di lunedì, hanno scoperto una anomalia nella recinzione che delimita una porzione dello stabilimento: «L’abbiamo trovata tagliata. Non sappiamo se le due vicende possano essere correlate fra loro. Spetterà ai carabinieri chiarire questo aspetto. La nostra certezza è l’impianto stesso di Collegno, che oggi impiega 18 persone del territorio.

Con Collegno c’è un legame molto forte. Basti pensare al fatto che una parte del terreno dell’impianto è stato dato in comodato d’uso gratuito all’amministrazione comunale, dove ha fatto realizzare degli orti urbani usati da i cittadini, con la Green Up che paga l’acqua e la luce che utilizzano», conclude Raimondo.

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