Grande Fratello sempre più vicino

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La Samsung ha brevettato una t-shirt che tra i fili ha dei sensori-trasmettitori in grado di effettuare la diagnosi polmonare in tempo reale. L’app VoiceWise è già usata dal 2014 per scoprire dalla voce Parkinson, Alzheimer, tumori testa/collo e tubercolosi. Si lavora perché entrambi gli algoritmi scoprano anche il Covid. Aggiungete tutti gli “orologi” (computer da polso) in grado di controllare cuore e circolazione in tempo reale. Oggi ne benediciamo la scoperta, ma in realtà sono solo l’avanguardia di una serie di marchingegni da portare addosso (e in futuro anche sottopelle) che diranno in tempo reale dove saremo e con chi, se saremo ubriachi, o staremo fumando, o avremo assunto droghe. Se un Potere Centrale entrerà in possesso di quei dati, legalmente o meno, sarà morta ogni libertà. Non è un’ipotesi paranoica. Il grande business del 2000 sono i big data. Già oggi siamo tracciati da telecamere a riconoscimento facciale e posturale, smartphone, bancomat, telepass e chips varie. Domani arriverà la “pagella sociale” a punti come in Cina: chi sgarrerà sarà gradualmente privato di normali diritti come l’uso di aerei e Tav, gli spostamenti, l’accesso al welfare, ecc. I nostri nipoti saranno tallonati e diagnosticati minuto per minuto da remoto. Le Assicurazioni sapranno quanto far pagare loro la polizza vita o sanitaria, come fanno già con la Rc auto. Saranno sommersi da multe comminate dal Centro di Controllo, magari per alimentazione errata se in futuro verrà resa obbligatoria quella “giusta”. Sarà la fine assoluta del libero arbitrio. A me sembra pazzesco, ma forse chi nascerà in questo regime lo troverà normale, come i nati schiavi trovavano normale la schiavitù.

collino@cronacaqui.it

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