Granata contro nerobianchi

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Ormai sta diventando un gioco. Per fortuna. Gli è scappato di mano, ai sacerdoti della chiesa politicorrettiana, il gioco dello scavalcarsi nell’intransigenza. D’altra parte, come diceva Marcello Marchesi, c’è sempre qualcuno che ti scavalca a sinistra. E quindi dalle comprensibili rivendicazioni economiche la multinazionale radical chic è passata alle pagliacciate del politicamente corretto, e da quelle alle follie dell’iconoclastia come la caccia alle statue, ai film, ai libri. La rivoluzione partì nel secolo scorso dal linguaggio del lavoro (non cameriera ma colf, non bidello ma assistente scolastico, non spazzino ma operatore ecologico…) per spostarsi agli handicap (non paralizzato ma motuleso, non disabile ma diversamente abile…) e atterrare oggi sull’antirazzismo, con gli inginocchiamenti in Parlamento e negli stadi. Ma siccome la ditta resta quella, e quindi arriva sempre qualcuno che ti scavalca in zelo, l’ultima tavanata viene da ABC, una radio di Sydney. Vogliono che la Federazione Mondiale degli Scacchi modifichi il regolamento là dove dice che il bianco muove per primo. “E’ ingiusto e razzista”, protestano i mangiacanguri. Il campione russo Kasparov ha commentato: “perché i giornalisti di ABC non si danno al Go, il millenario gioco cinese in cui è la pedina nera a muovere per prima?”. Ma ce ne sarebbero mille altre di risposte. Divertitevi voi stessi a scoprirne. Perché la maglia della Juve deve essere definita bianconera e non nerobianca? Perché il concetto lugubre e negativo del lutto dev’essere espresso col colore nero e non bianco come in oriente? Dài, scavalchiamo a sinistra quei balenghi. Così una risata li seppellirà.

collino@cronacaqui.it

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