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PIAZZA BENGASI

Grana amianto per l’ex Dazio: «E i cantieri sono in ritardo»

Non c’è solo lo spaccio a preoccupare commercianti e residenti

Dopo lo spaccio anche la grana amianto. A seguito degli appelli di residenti e commercianti, torna d’attualità la questione del futuro di piazza Bengasi. Nei giorni scorsi si è riunita la conferenza dei Servizi, dedicata al futuro parcheggio d’interscambio da realizzare su piazza Bengasi. Nell’occasione si è parlato anche di un altro tema: come riconvertire l’edificio ex Dazio, fino a qualche mese fa in balia di disperati e spacciatori.

L’amianto

«Al momento ci sono i fondi per rimuovere l’amianto e rifare la facciata» spiega il presidente della Circoscrizione 8, Massimiliano Miano. Cantieri che sembravano imminenti ma dopo il montaggio di una paratia non si è visto al lavoro alcun operaio. «Stiamo cercando di capire se possiamo partecipare a futuri bandi – continua Miano -, per il recupero funzionale di quella struttura, per usarla come biblioteca o come sede delle associazioni». Fuori questione invece la demolizione dell’edificio, che avendo già compiuto settant’anni risulta vincolato dalla Città di Torino. Le opere di street art, alla base della struttura e promosse da Infra.To, verranno infine recuperate e donate alla Città di Torino che le riutilizzerà per decorare nuovi spazi pubblici in prossimità di alcuni plessi scolastici.

I controlli

In piazza Bengasi, oltre al futuro dell’area, preoccupano sempre le dinamiche legate alla sicurezza (su tutte, l’omicidio di un tassista) e allo spaccio di sostanze stupefacenti. Dopo il sit-in in strada contro i pusher, le forze dell’ordine hanno messo a soqquadro il territorio. Con 700 persone controllate ma solo uno spacciatore preso.

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