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IL REPORTAGE. VIAGGIO DELL’ORRORE TRA MARTINI E MOLINETTE

Gli ospedali in agonia tra infiltrazioni, rifiuti e corridoi fatti a pezzi

Un allarme lanciato anche dal rapporto dell’Ires: «Obsoleti e inadeguati, servirebbero 387 milioni»

Buchi nei muri talmente grossi da sembrare cannonate, perdite d’acqua che trasformano i sotterranei in pozze putride e maleodoranti. Sono le gocce che cadono fuoriuscendo dai tubi del soffitto ad alimentare queste pozzanghere nerastre e puzzolenti, creando persino delle piccole onde e facendo muovere i rifiuti che ci galleggiano sopra.

E ancora, scatoloni che contenevano medicinali convertiti in bidoni dell’immondizia, ammassi di spazzatura a pochi metri dal ristorante aziendale, pavimenti polverosi utilizzati come posacenere, interi locali utilizzati dalla manovalanza come stanze per fumare. All’esterno, invece, cantieri perenni e cartelli con sopra scritto “lavori in corso” ormai corrosi dalla ruggine e dal tempo.

Sembra il terzo mondo, ma non lo è. Sono scene che si possono vedere senza andare troppo lontano, basta un po’ di curiosità e una passeggiata in ospedale. Che si tratti del Martini o delle Molinette, per fare due esempi, lo scenario è il medesimo. La realtà delle strutture ospedaliere della nostra città, specie nelle zone meno battute dagli utenti, è un mix di incuria e criticità strutturali che con il passare del tempo accentua la sensazione di degrado. Complessi sempre più desueti, spesso del tutto inadatti ad accogliere le attività mediche.

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