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Cronaca
L’INIZIATIVA

Gli orti urbani si mettono in “rete”: «Così salviamo la città dal degrado»

La nuova associazione coinvolge centinaia di famiglie, bambini e nonni con progetti sociali e didattici

Famiglie, bambini e nonni. Tutti insieme per rendere la città più verde coltivando frutta e verdura negli orti urbani che ora fanno rete nei vari quartieri. Grazie al gruppo informale “Or.Me.” divenuto da novembre 2021 una vera e propria associazione con un nuovo statuto per riunire orti, cascine, associazioni del terzo settore, cooperative e cittadini che sostengono l’orticoltura e l’agricoltura urbana a Torino e nella Città metropolitana. Un progetto condiviso con tanti enti pubblici, finanziato dalla Compagnia di San Paolo, diffuso in tutta la città.

Il gruppo, divenuto ora un’associazione che riunisce altre associazioni, si è sviluppato a partire dal 2017. Le realtà associative coinvolte sono: Parco del Nobile, OrtiAlti, Educadora, Casematte, Innesto e Re.Te Ong e Orti Generali che gestiscono gli orti nella Circoscrizioni 4 (Officine Verdi Tonolli e orti di via Franzoj); nella Circoscrizione 5 (Orti Dora, via Massari, Orto Mannaro in piazza Manno e sul tetto di un’ex fabbrica di via Foligno); nella Circoscrizione 6 (Boschetto – Agrobarriera, con coltivazioni anche sul tetto del supermercato Lidl di via Bologna, al Bunker e via Leoncavallo); e nel la Circoscrizione 2 (Orti Generali in strada del Castello a Mirafiori Sud).

«Il vantaggio di questa rete – spiega Wanda Camusso, dell’associazione Parco del Nobile – è quella di condividere obiettivi comuni, rendendo più semplici i rapporti coi fornitori a cui gli ortisti possono rivolgersi per le loro colture biologiche». Negli ultimi anni sono sempre di più le persone che si dedicano a questo hobby “green”. «E’ aumentata la richiesta di terreni da parte di cittadini e associazioni da dedicare a orti – spiega Camusso -, e oggi gli appassionati in città sono centinaia».

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