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Cronaca
IL REPORTAGE Ai cancelli sotto il nuovo logo Stellantis

Gli operai di Mirafiori tra timori e orgoglio: «Aspetto la pensione»

«Non facciamo mica auto cinesi, qui si sa lavorare». Sono tanti a confidare nell’arrivo di nuovi modelli

Rilancio dei marchi e nessuna chiusura degli stabilimenti produttivi, né in Italia né in Francia. Queste, almeno, le promesse sulla carta. «Bene, speriamo di arrivare alla pensione». Ai cancelli di corso Tazzoli i lavoratori Fca, il giorno dopo le rassicurazioni in conferenza stampa di Carlos Tavares si augurano, più che altro, di poter lavorare ancora. Dopo la fusione il titolo della neonata Stellantis, al debutto alla Borsa di New York, è andato alla grande, e il nuovo amministratore delegato del gruppo ha ribadito che «i posti di lavoro non sono a rischio».

A Mirafiori, le ore 13 significano cambio del turno. Pausa sigaretta, poi chi deve entrare lo fa alla svelta. Le fusioni, si sa, sono cose “da grandi” e non sono semplici da decodificare riguardo a ciò che conta di più, cioè l’occupazione. «Il futuro? E come faccio a prevederlo, non sono un oracolo. Dipende tutto da cosa decideranno i vertici», taglia corto Stefano, in azienda da ben 36 anni. Del resto, lo stesso Tavares aveva messo le mani avanti.

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