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EDITORIALE DEL GIORNO

Gli oggetti indisciplinati

E se davvero ce l’avessero, l’anima, le rape? Se partecipassero in qualche modo del Grande Meccanismo Universale, del ciclo eterno energia-materia e ritorno? Che fregatura per i vegani, fanaticamente rispettosi della vita animale, ma non di quella vegetale! E che spasso immaginare quei mujahidin del frullato “scavalcati a sinistra” da un’ipotetica setta mineralista che nel rispetto d’ogni forma di vita si cibasse solo di proteine di sintesi! Anche se poi nessuno può dire con certezza che gli elementi chimici che compongono i minerali e le plastiche siano inanimati. Dagli oggetti che si muovono da soli in presenza di certe persone (o in circostanze particolari) alla migrazione delle biro rosse dalla propria scrivania a quella altrui, c’è tutta una casistica di fenomeni cinetici nei quali non si può escludere a priori una “voluntas”. Io, per esempio, perdo tutto, specialmente gli accendini. E’ per quello che ne tengo una scuderia nel tiretto, ed ho instaurato in essa una rigida disciplina. Intanto, chi “si fa perdere” non mi turba, perché lo rimpiazzo subito. Allora, pentito, lui si fa trovare “casualmente”, ma io lo rimetto nel tiretto, in panchina fra le riserve, così impara. Perché ho capito come fa, il vagabondo, a spostarsi: mi spegne l’attenzione mentre lo poso in un posto inusuale, così non registro la sua nuova posizione. Da quando temono il declassamento (provate anche con le biro rosse: funziona) i miei accendini sono più disciplinati. Ridete? Questa teoria ha lo stesso fondamento scientifico di quella del paradiso-purgatorio-inferno, o dei “numeri caldi” al lotto, o del famoso binomio “jettatura-scaramanzia”. Però, almeno, strappa un sorriso.

collino@cronacaqui.it

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