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L’appello di Morgia

«Gli invisibili della D come le partita Iva. Che ne sarà di loro?»

I calciatori di Serie D, sono gli invisibili, sono i clochard del calcio». Parole che stonano, nel sentire comune, se associate a un calciatore. L’idea, infatti, è che esistano solo i Cristiano Ronaldo, gli Ibrahimovic o i Lautaro Martinez. Ma non è così. Massimo Morgia, 69 anni, tecnico del Calcio Chieri usa termini forti per parlare dei suoi ragazzi – non solo dei suoi – per descrivere il momento che stanno attraversando tanti calciatori che «vivono solo di pallone». «Io una pensione – dice -, da ex calciatore professionista, ce l’ho. Ci pago l’affitto di casa e un piatto di spaghetti sulla tavola riesco ancora a mettercelo. Ma gli invisibili, che ne sarà di loro?». Mister Morgia, parla a ragion veduta. Nel calcio è stato calciatore nella Lucchese, poi da allenatore ha girato tutta Italia, da nord a sud. Palermo, Mantova, Pavia, Siena, Viareggio. Ultima fermata Chieri. «A Chieri – ci racconta dalla sua Lucca dove sta trascorrendo i giorni del lockdown – gli ultimi rimborsi li abbiamo visti a febbraio. Non credo che ci daranno altro. Loro come le altre società dilettantistiche con questa crisi rischiano di sparire. Non sono mica una società come il Palermo che si è pagata un’intera stagione con gli incassi da botteghino…».

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