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Salute
IL CASO

Gli infermieri sono pronti allo sciopero. E la Valle d’Aosta ce li vuole “rubare”

I sindacati lanciano l’allarme: «In Piemonte ormai mancano 4mila professionisti sanitari»

In Piemonte mancano almeno 4mila infermieri e la situazione potrebbe presto peggiorare, con la Valle d’Aosta pronta a “rubare” i nostri professionisti sanitari blandendoli con uno stipendio molto più alto di quello piemontese.

L’allarme arriva dal sindacato del Nursing Up, pronto a dichiarare lo stato di mobilità se dalla Regione non arriveranno risposte concrete a una serie di criticità. La prima, ovviamente, è l’ormai cronica carenza di personale, tanto che «tra Asl diverse si arriva a “rubarsi” le professionalità». Ciò avviene soprattutto se «tra un’Asl e l’altra si mettono in campo contratti a tempo determinato con durate temporali diverse. Vi sono aziende che fanno contratti a 12 mesi e aziende che stanno facendo contratti a 36 mesi. Così, le professionalità che vanno in scadenza tendono ad andare nelle aziende che garantiscono contratti più lunghi». Male? Potrebbe andare peggio. A gennaio infatti entreranno in vigore gli incentivi che la Regione Valle d’Aosta ha previsto per tutti gli infermieri con contratti a tempo determinato: 350 euro mensili per tre anni. Scontato intuire come questo possa provocare un “esodo” di infermieri dal Piemonte alla Valle d’Aosta: «Che cosa aspetta la Regione Piemonte ad agire proteggendo le professionalità acquisite e formate nei reparti, facendo di tutto per rinnovare loro i contratti con offerte allettanti e adeguate alla grande preparazione che infermieri e professionisti della sanità hanno acquisito?»

Continua poi a non essere risolto il problema della Città della Salute di Torino che non può fare assunzioni a tempo determinato perché bloccata dalla Corte dei Conti. «Occorre una deroga temporanea – chiedono dal Nursing Up – in modo da permettere alla Città della Salute di tornare ad assumere. Se ciò non accadrà, uno dei cinque poli sanitari maggiori d’Europa sarà costretto solo più a prolungare eventuali contratti a tempo determinato in scadenza, o a prelevare professionalità solo da graduatorie già pubblicate e quasi esaurite trovando davvero con il contagocce gli infermieri di cui c’è enorme necessità». E anche per questo «è necessario lanciare il prima possibile il nuovo bando regionale di assunzioni a tempo indeterminato».

Il segretario regionale Delli Carri, è chiaro: «Vogliamo risposte immediate. In assenza di tali risposte dichiareremo lo stato di mobilitazione di tutti gli infermieri e i professionisti della sanità della nostra regione».

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