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PARCO DORA/2

Ma gli eventi vanno a braccetto con gli incivili tra ubriachi, vomito e cespugli usati come wc

Le immagini scattate dai balconi dei residenti: «Ogni domenica è un incubo»

Schiamazzi e balli dal tramonto fino all’alba, vicoli trasformati in vespasiani a cielo aperto, malasosta sulle aiuole e via vai di minorenni ubriachi per il quartiere. Le feste sotto la tettoia dello stripppaggio tengono sotto scacco le famiglie che si affacciano sul Parco Dora. Dopo l’ultimo “Kappa Futur Festival” e gli altri eventi ospitati nel polmone verde, si sono moltiplicate le proteste da parte dei comitati di zona che hanno raccolto tutte le segnalazioni dei disabili e dei pensionati delle popolari di via Orvieto e corso Mortara.

Colpa dei rumori infernali sotto il capannone dove la musica no-stop a tutto volume è tornata a farla da padrona anche quest’anno. Inutili le chiamate alle forze dell’ordine, soprattutto quando la festa è consentita dalla stessa amministrazione comunale. «Da un centralino ci rimbalzano all’altro – fa notare la signora Alessandra, una residente disabile di corso Mortara -. Per due weekend di fila abbiamo sopportato questo trambusto. Ma noi a chi possiamo chiedere aiuto per poter riposarla notte?».

Se in autunno e in inverno le feste si contano sulla punta delle dita in primavera e in estate la musica è ben diversa. E i residenti della zona ne hanno già avuto un assaggio nelle ultime settimane. Le petizioni presentate al Comune di Torino non hanno portato il benché minimo risultato. Così gli stessi cittadini, stufi della situazione, hanno preso in mano il cellulare e ripreso ciò che accadeva sotto i loro balconi e le loro finestre. Ubriachi intenti a urinare agli angoli delle strade o vicino alle auto in sosta, ragazzi in balia dell’alcol e della droga filmati a torso nudo, tossici che si addormentano davanti ai portoni delle case. E persino gente che barcolla sui marciapiedi, dopo nottate in balia del divertimento più sfrenato. Un quadro davvero preoccupante.

E quello che si trova al mattino vicino alle aree giochi, o anche solo sotto casa, fa davvero riflettere: grate sfondate, siringhe, chiazze di vomito, involucri di plastica e intere zone utilizzate come vespasiani a cielo aperto. Con odori nauseabondi in grado di togliere il fiato ai passanti. «Dobbiamo evitare – spiega un altro cittadino -, che il Parco Dora si trasformi in un luogo di degrado. Più di una volta, per terra, abbiamo trovato centinaia di bottiglie». Chi ha chiesto il trasloco del Kappa dal parco Dora si è visto respingere tutte le accuse al mittente. «A nessuno interessa come viviamo qui alle popolari» protesta ancora la signora Alessandra.

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