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VIA OZIERI

Gli anziani disertano la bocciofila: «Allentate le regole o chiudiamo»

Il divieto di giocare a carte rischia di allontanare molti soci: «Bisogna aiutare queste realtà»

Altro che “normalità”. Che il coronavirus abbia lasciato strascichi pesanti un po’ ovunque lo si capisce persino mettendo piede nelle bocciofile torinesi. Veri feudi per i nostri pensionati che per oltre due mesi (quasi tre, a dirla tutta) hanno dovuto rinunciare a qualche ora di spensieratezza con i vecchi amici. Cancelli chiusi e boccini serrati, fino a maggio. Tuttavia, nemmeno l’autorizzazione del governo a riaprire le porte delle bocciofile ha cancellato tutti i fantasmi portati dal Covid e dalla quarantena. Basta entrare in una qualsiasi di queste realtà per toccare, con mano, il disagio crescente delle persone.

LE REGOLE SEVERE
A cambiare sono state, per prime, le regole. E poi le abitudini dei frequentatori. Prendere come esempio la bocciofila Borgata Lesna di via Ozieri. Nata 33 anni fa e in grado di ospitare, in tempi andati, fino a 250 persone. Oggi i soci sono circa un centinaio, quindi meno della metà. E fino a febbraio le cose proseguivano bene. «Poi è arrivato il Covid – racconta il vicepresidente, Silvestro Pizzo -, che ha portato via molte delle nostre certezze».

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