mostra camera thomas w
Tempo Libero
CAMERA

Gli anni d’oro del ‘900 attraverso le fotografie più preziose del MoMa

I capolavori in bianco e nero della collezione Thomas Walther approdano per la prima volta in Italia da oggi al 26 giugno. Dopo Torino le 230 immagini torneranno a New York

Dal MoMa a Camera: i capolavori in bianco e nero della collezione Thomas Walther approdano per la prima volta in Italia e offrono al pubblico di via delle Rosine la possibilità di ammirare una delle più importanti raccolte di fotografie al mondo. C’è un momento nella vita, non solo delle persone ma anche delle istituzioni culturali, in cui si ha la percezione di aver raggiunto un traguardo. Per il Centro italiano della Fotografia il momento è giunto adesso con l’apertura oggi della mostra “Capolavori della fotografia moderna 1900-1940. La collezione Thomas Walther del Museum of Modern Art, New York” (rimarrà allestita fino al 26 giugno). «Un momento significativo – sottolinea il presidente di Camera Emanuele Chieli – non solo per l’importanza della collezione, ma anche per l’importanza delle relazioni che Camera ha tessuto per ottenerla, oltre che con il museo newyorkese anche con il Jeu de Paume di Parigi e il Masi di Lugano». Dopo Parigi e Lugano, infatti, quella torinese è l’ultima tappa del tour europeo della rassegna organizzata dal Museum of Modern Art di New York, dopodiché le 230 opere fotografiche faranno ritorno negli Stati Uniti.

Si tratta di 230 immagini in cui 121 maestri dell’obiettivo raccontano l’epoca e il mondo in cui vivevano, un periodo particolarmente ricco di fermenti creativi. Lo fanno nomi leggendari come i fotografi americani Alfred Stieglitz, Edward Steichen, Paul Strand, Walker Evans, Edward Weston; gli europei Brassaï, Henri Cartier -Bresson, André Kerész, i nostri Giulio Bragaglia e Luigi Veronesi, i fotografi del Bauhaus come László Moholy-Nagy e Jwao Yamawaki, esponenti del surrealismo come Man Ray e del costruttivismo come Rodcenko. Lo fanno le donne, le fotografe Lotte Jacobi, Berenice Abbott, Florence Henri, le italiane Tina Modotti e Wanda Wulz. Immagini che rappresentano stili e tecniche diverse. Eppure anche in questa molteplicità di linguaggi, come spiega il direttore di Camera Walter Guadagnini, «c’è un’unità, un fil rouge che li lega». C’ è lo sguardo del collezionista, di Thomas Walther. «L’aveva detto Thomas stesso – è ancora Guadagnini -: quando compravo le fotografie non me ne accorgevo, ma vedendole tutte insieme vedo alla base un disegno formale». Thomas impiegò vent’anni a formare la sua raccolta, tra il 1977 e il 1997, una parte di questa la donò al MoMa e una parte gliela vendette nel 2001 e nel 2017. A corollario della mostra verrà organizzata per tutto il periodo espositivo un’attività educational con una serie di laboratori divisi per fasce d’età e per contenuti. Di particolare interesse “La fabbrica delle immagini”, laboratori di sperimentazione e creazione di immagini, a partire dagli “scarti” delle foto contenute nei nostri smartphone, perché, come recita il titolo di un laboratorio, “Della fotografia non si butta via niente”.

Condividi sui social:

Scopri inoltre...

Precedente
Successivo
Precedente
Successivo