LA STORIA

Gli Akita dei samurai arrivano da Givoletto

Un esemplare di Casa Saporito premiato in Giappone

Quello che compare nel film “Hachiko” con Richard Gere (ispirato alla storia vera del cane che, dopo la morte del padrone l’ha aspettato per anni alla stazione), che ha commosso mezzo mondo, è un cane Akita, una razza giapponese di particolare bellezza, bestie discendenti dei cani dei samurai e degli shogun. Una razza superba di cui, in provincia di Torino, si trova un allevamento di autentici campioni, tali da imporsi (primo caso al mondo) anche nei concorsi in Giappone. Si tratta di Casa Saporito, in quel di Givoletto.

Il proprietario è Antonio “Tony” Saporito, un 53enne ex ristoratore che da 35 anni a questa parte ha continuato a portare avanti la sua passione per questi animali, a tal punto da farne una ragione di vita.
E la sua passione e il suo amore nel maggio scorso hanno avuto il giusto riconoscimento durante il 135esimo Hombuten andato in scena a Odate, in Giappone, dove lo splendido Daju Go di Casa Saporito si è classificato al quarto posto nel “Top Ground”.

È la prima volta nella storia che un cane Akita non nato in Giappone riesce a presentarsi e a classificarsi nelle “parti nobili” del la graduatoria in quella che a tutti gli effetti è la manifestazione più prestigiosa al mondo di Akita. «È un risultato che ripaga anni di sacrifici – spiega Saporito -. Da anni facciamo incetta di podi, di vittorie, di coccarde ad ogni mostra canina d’Italia, d’Europa e del Mondo. Quest’anno sono andato all’Hombu ten con la consapevolezza che i miei due Akita potevano fare un’ottima figura. E così è stato. È la prima volta che un Akita non nato in Giappone si classifica e per me è come se avessi vinto. Una vittoria della mia famiglia e di tutti i miei collaboratori, che ogni giorno si fanno in quattro per la causa».

Nell’allevamento di via Alpignano oggi Saporito ha una novantina di esemplari: dai cuccioli a quelli che ormai hanno 13 anni. «Sono fedeli, educati, forti e nobili. Nel corso di questi anni, abbiamo venduto esemplari a persone arrivate dal Brasile, dal Canada e da tanti altri stati europei e mondiali». E la qualità degli Akita di Saporito è talmente elevata che un suo esemplare, il Fumetsu Go, per un anno rimarrà in Giappone per l’attività di riproduzione: «È come se un giocatore di calcio italiano venisse comprato da una squadra brasiliana per far crescere i giovani. Di questo sono ancora più orgoglioso».
A settembre, più precisamente domenica 17, a Givoletto si terrà il campionato europeo mentre a novembre Saporito andrà in Germania per i mondiali. Finita qui? No. Perché a dicembre tornerà in Giappone, questa volta per misurarsi con i suoi esemplari femminili.

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