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L’iniziativa

Giustizia: nasce a Torino il gruppo italiano per lo studio sul terrorismo

I soci promotori del Grist si presenteranno con un evento pubblico al Palagiustizia il prossimo 18 ottobre

Sono personaggi del mondo della giustizia e della sanità i soci promotori del GristGruppo Italiano di Studio sul Terrorismo – neo nata associazione senza fini di lucro che il 18 ottobre prossimo si presenterà pubblicamente con un evento al Palagiustizia. Con il presidente, Carmine Munizza, past president della Società Italiana di Psichiatria (Sip) e primario emerito di Psichiatria dell’ospedale San Giovanni Bosco di Torino, e il vicepresidente, Francesco Gianfrotta, magistrato, già presidente della sezione gip del tribunale di Torino, condividono l’iniziativa studiosi di diversa formazione, giuristi, medici, psicologi, docenti e ricercatori.

FOCUS SUL TERRORISMO JIHADISTA
Obiettivo del Grist è “approfondire la conoscenza di un’emergenza del nostro tempo, il terrorismo di matrice jihadista, nella sua origine storico-politica e nelle ragioni delle adesioni soggettive ai suoi progetti e programmi”. Il primo evento pubblico promosso dal Grist, in occasione della presentazione dell’associazione, vedrà la presenza del Procuratore Armando Spataro e del direttore della rivista di geopolitica “Limes” Lucio Caracciolo, a confronto su “Terrorismo, violenza, radicalizzazione”.

LA PAROLE DEL PRESIDENTE MUNIZZA
“Intendiamo promuovere e sviluppare una discussione generale tra esperti e cittadini su diversi aspetti di questo fenomeno – spiega il presidente Carmine Munizza – dall’intreccio degli aspetti geo-politici e militari che ruotano intorno al terrorismo jihadista alle questioni di portata globale che esso evoca, la violenza, la religione, la politica e il possibile rapporto tra loro, e riteniamo particolarmente significativo, per questo primo momento di confronto, lo scambio di esperienze professionali e le riflessioni sul tema tra un uomo delle istituzioni e un intellettuale”.

GIANFROTTA: “CAPIRE RADICALIZZAZIONE”
“Non si può trascurare l’esigenza collettiva di conoscere e far conoscere i percorsi individuali che portano alle scelte di radicalizzazione, estremismo violento e pratica terroristica – precisa il vice presidente Francesco Gianfrotta – si è infatti di fronte a una complessità originata da fattori eterogenei, che per essere esplorata richiede competenze specialistiche e approfondimento sugli strumenti di contrasto più opportuni”.

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