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MONCALIERI

I giudici croati sul piccolo Cesare: “Deve tornare in Italia dal papà”

Respinto il ricorso della mamma che non vuole lasciarlo

Potrebbe finalmente avvicinarsi il momento del ritorno del piccolo Cesare in Italia, il bambino portato via dalla madre croata quando aveva poco più di un anno e mezzo. Cesare, nonostante i giudici abbiano dato ragione al padre, Alessandro Avenati, che lo vuole riportare con sé a Moncalieri, ancora oggi abita con la mamma. È stato infatti respinto dal tribunale croato anche l’ultimo ricorso della donna, Nina Kuluz, la madre di Cesare. Il giudice ha dato di nuovo ragione al padre Alessandro, nonostante i legali della donna avessero chiesto di riesaminare la sentenza del 2012 che aveva già stabilito l’affidamento del bambino all’uomo.

Il giudice di Spalato però ha detto di no. Gli avvocati della donna hanno però annunciato un nuovo ricorso contro la decisione. Dopo che il bambino era stato portato via, per sei anni Avenati non aveva più avuto notizie, salvo poi rintracciare il piccolo aSpalato, ma nonostante le sentenze in suo favore e una decisione congiunta dei ministeri italiano e croato per riportare Cesare in Italia, non è mai riuscito a riavere il piccolo con sè. L’ultimo tentativo era stato fatto a giugno, quando l’uomo era arrivato sotto casa della donna dove si trovava anche Cesare, ma aveva trovato una folla che manifestava contro la decisione del tribunale, oltre al fatto che sia l’interprete che lo psicologo non si erano fatti vedere.

A quel punto Avenati aveva deciso di ritornare a casa, chiedendo nuovamente aiuto allo Stato italiano per arrivare alla conclusione di una vicenda diventata odissea. Ora questo nuovo pronunciamento del tribunale croato potrebbe essere la svolta tanto attesa. Infatti in qualunque momento potrebbe venire fissata la data in cui il bimbo debba rientrare in Italia con il padre.

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