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Buonanotte

Giuda e Caronte

I meteorologi sono come gli economisti. Sbagliano spesso le previsioni, ma sono bravi a spiegare perché le hanno sbagliate. E comunque, dal tempo in cui gli aruspici traevano le previsioni meteo dal volo degli uccelli, i contadini dalla profondità dei formicai, i sempliciotti dai proverbi e gli anziani dai calli, abbiamo sempre cercato di sapere che tempo farà. E’ uno sporco mestiere, ma qualcuno deve pur farlo. I giornalisti, che di sporco mestiere se ne intendono, hanno iniziato da qualche decennio a battezzare i macrofenomeni meteorologici per enfatizzarne la notizia.

Hanno cominciato coi cicloni in America, e adesso anche le ondate di caldo e freddo in Europa. Le ramate bollenti che stiamo patendo, oltre al titolo standard di “bolle africane” (biglietto da visita che fa già sudare solo a sentirlo) hanno ricevuto anche il loro bravo nome: fino a ieri c’era Giuda (ver, purtrop, nen fauss) e da oggi gli ha dato il cambio Caronte (il traghettatore dei morti, allegria!). Uno dice: l’estate è iniziata, il caldo è normale. Invece no.

Parte il coro delle Cassandre che addebita tutte le anomalie del clima terrestre all’uomo e alle sue emissioni. A nulla vale ricordare agli ecotalebani lo scandalo climategate del 2009 (cliccate la parola su Google) che provava l’alterazione dei dati del global warming e l’indimostrabilità della responsabilità umana in esso. Subito tuonano “come osi confutare quanto dice l’Onu, il Cnr, l’Oms e tutti i maggiori scienziati del mondo?” Mutatis mutandis, è la stessa cosa che disse l’Inquisizione nel 1633 a Galileo, accusato di eresia per aver scritto che era la terra a girare intorno al sole e non viceversa.

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