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Il Borghese

Giù la maschera

C’è voluto il compagno Martelli, dirigente medico del Maria Vittoria, da trent’anni in corsia al pronto soccorso, per far scoppiare il bubbone. Lui, con la sua cravatta rossa come le bandiere che ieri mattina sventolavano in corso Tassoni, per svelare come gli ospedali spesso vadano avanti solo con il volontariato (non retribuito) dei medici che finito il loro turno continuano a visitare pazienti, correre per le corsie e contribuire a salvare qualche vita in sospeso.

I “fessi del cartellino”, se dovessimo fare un improbabile parallelismo con chi va a giocare a tennis nelle ore di lavoro o visita a pagamento mentre dovrebbe essere in reparto. Martelli ha scoperchiato la pentola, fatto inferocire la direzione sanitaria, che invece di premiarlo ha minacciato sanzioni, e soprattutto ha messo a nudo i veri problemi della nostra sanità. Pochi medici, pochi infermieri, ancora meno posti letto. E troppi tagli alla spesa corrente come se ammalarsi fosse un torto alla comunità. E curarsi un privilegio esclusivo dei ricchi. Apriti cielo: Torino è nel caos, i pronto soccorso sono al collasso, i reparti scoppiano e le liste di attesa sono infinite.

Proprio quello che noi raccontiamo da anni e che questo inverno abbiamo denunciato quasi ogni giorno con tanto di fotografie e di testimonianze. Il problema esiste anche se la politica, o meglio l’assessorato competente, tende a sminuire la realtà addossando tutta la colpa a una influenza particolarmente aggressiva. Esiste e va affrontato anche perché adesso la pietra che rotola si è trasformata in valanga e tutti chiedono conto. A cominciare dall’Ordine dei medici che arriva a porre all’assessore Antonio Saitta addirittura un questionario che potrebbe essere molto simile a quello presentato dai Nas dei carabinieri nelle recenti ispezioni nei reparti di emergenza.

Si chiedono i numeri del personale, quelli dei pazienti, i tempi di attesa, la frequenza dei blocchi delle ambulanze, i posti letto a disposizione, eventuali ricoveri “fuori” reparto. Siamo al quaderno delle inefficienze a cui non bastano più le promesse di pannicelli caldi. Varrebbe la pena di ricordare a chi siede in poltrona lo straordinario valore della nostra sanità, le eccellenze e lo spirito di sacrificio di medici e infermieri. Certe immagini ci mortificano e soprattutto minano la fiducia dei pazienti. Il compagno Martelli ha aperto una breccia mettendoci la faccia, adesso il dovere morale di chi amministra la sanità regionale è quello di gettare la maschera.

beppe.fossati@cronacaqui.it

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