Vaccinati
Il Borghese

Il giorno zero e l’Epifania

Zero. È il numero che speravamo di vedere da giorni: è quello dei morti nella giornata di ieri. Zero morti per la prima volta dall’inizio della seconda ondata. Eppure non basta a risollevarci, perché abbiamo imparato ormai che anche i numeri possono ingannarci, soprattutto nei giorni festivi, quando i tamponi sono inferiori, quando magari i dati registrati non sono completi, ricordando che comunque ieri sono stati comunicati undici decessi risalenti ai giorni scorsi. Nell’Italia che punta a essere zona gialla le criticità ci sono ancora: il tasso di positività è cresciuto in maniera preoccupante, ieri era oltre il 17 per cento. E tra le regioni a rischio c’è anche il Piemonte, ) non tanto per l’indice Rt quanto per la pressione sulle strutture sanitarie. Adesso possiamo contare ogni giorno il numero di persone vaccinate e registriamo il fatto che, al momento, qui in Piemonte (altrove va decisamente peggio) abbiamo usato il 23 per cento dei vaccini a disposizione. Nessuno nasconde che sarà difficile vaccinare il 70 per cento della popolazione entro l’estate, neppure se mettessimo in campo l’esercito per una profilassi obbligatoria. Perché è chiaro che, strategie e piani a parte e forniture del vaccino (tra approvazioni mancanti e dubbi su AstroZeneca), manca il personale per sostenere certi ritmi, alcune regioni stanno già arruolando pensionati e volontari, altre denunciano la mancanza di siringhe. Ora che abbiamo un arma è come se ci mancassero gli artiglieri. Eppure, in questo quadro, il 7 gennaio dovremmo tornare alla zona gialla nazionale, con addirittura le scuole che riaprono. Che ci si sia affidati all’Epifania che tutti i problemi (come le feste) porta via?

andrea.monticone@cronacaqui.it

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