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IL REPORTAGE

IL GIORNO DOPO. «Se già eravamo in ginocchio, questo è il vero colpo di grazia»

Danni e furti per centinaia di migliaia di euro nel “salotto” di Torino

Centinaia di migliaia di euro di danni, oltre venti attività colpite, decine di vetrine in frantumi, merce rubata e dehors distrutti. I commercianti di via Roma e del centro, ieri mattina, piangevano sui danni provocati dalla manifestazione che ha messo a ferro e a fuoco il “salotto” di Torino. Il cartellino che resta all’interno della vetrina di Gucci, fatta a pezzi, mostra ancora i prezzi dei capi rubati. Un bottino di circa 30mila euro, poco meno di quanto sarà rimborsato dall’assicurazione per pagare i danni alle vetrine. «Per rifare questi vetri fuori misura ci vorranno circa 20mila euro» spiega Myrtaj Gazman, uno dei tanti vetrai che prendevano le misure nei negozi danneggiati, sotto lo sguardo di decine di curiosi che fotografavano cocci di vetro e manichini ancora a terra. I vandali a suon di calci, massi e sampietrini, se la sono presa soprattutto con i marchi delle multinazionali. Lo “store” di Geox, a cui hanno anche sfondato la porta di ingresso, Benetton, Nike, Louis Vuitton, Ferragamo, Max & Co., Apple, Nespresso, Luisa Spagnoli, Falconieri, Antony Morato, Moncler, Salmoiraghi & Viganò, Goldenpoint e molti altri. Ma non sono stati risparmiati neppure piccoli commercianti già ampiamente penalizzati dalle misure restrittive imposte dal Governo. Come la pasticceria Avidano in via Accademia delle Scienze.

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