smog
Il Borghese

E’ il giorno del mocassino

Serve uno sciamano perché ormai si impone la danza della pioggia. O finiremo per andare tutti a piedi, prima di congelare nel salotto di casa quando queste maledette micropolveri ci obbligheranno a spegnere pure il riscaldamento. Intanto, invocando lo sciamano, da oggi si fermano più o meno due milioni di veicoli tra privati e commerciali. Tutti, fino agli euro 5 diesel immatricolati anche dopo il 2013. La Torino dell’auto china il capo nel vero senso della parola visto che si ritrova a bagnare le strade e a cercare un mezzo qualunque (calesse compreso) per muoversi in città e fuori. A ordinarlo – per essere precisi – è il “semaforo viola” dopo 20 giorni di sforamento dei limiti di legge sulle polveri sottili. E fa capire che lo smog non si può snobbare con un’alzata di spalle, ma vanno cercati rimedi strutturali che tuttavia non possono essere concentrati solo sulle auto. E allora il pensiero corre agli impianti domestici di riscaldamento e a quell’indagine che ne boccia uno su due, ossia il 50 per cento per la vetustà delle caldaie e per l’abuso di chi supera i gradi consentiti come accade alle boutiques del centro. Per chi non è un tecnico basterebbe una semplice riflessione: perché a giugno non ci sono sforamenti? E neppure negli altri mesi estivi? Le auto sono sempre le stesse, ma le caldaie tacciono. Dunque curiamo il malato per quello che è, senza trovare un capro espiatorio a quattro ruote che sta antipatico agli ambientalisti, ma purtroppo serve per spostarsi e per lavorare. L’auto non è un demonio, ma solo un mezzo. Dateci metrò, bus ecologici e servizi veloci e molte vetture resteranno in garage. E qualcuna pure sui piazzali delle concessionarie. Nel frattempo, buona passeggiata.

fossati@cronacaqui.it

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