Gioia Libardoni
Spettacolo
L’INTERVISTA

Gioia, un’italiana a Hollywood: «Io alla conquista dell’America»

Da “Cado dalle nubi” al film con Banderas: la bella attrice triestina racconta la sua esperienza a CronacaQui

Trentacinquenne di Trieste, Gioia Libardoni ha iniziato la sua carriera recitando in fiction come “Don Matteo” e “Ris”, per poi approdare al cinema col film di Checco Zalone “Cado dalle nubi”. Oggi la bella Libardoni vive a Los Angeles dove ha da poco finito di girare “Black Butterfly” accanto ad Antonio Banderas. 

Recentemente è stata ad Ischia per presentare “ Black Butterfly” di Brian Goodman, in cui ha lavorato con Antonio Banderas. Che ricordo ha di questa collaborazione?

« Banderas è una persona molto dolce, disponibile e professionale. Lavorare con lui è stata una grande opportunità per imparare tanto sul modo di far cinema in America. Oltre che un artista estremamente preparato, Banderas è anche un uomo simpatico e divertente. Nei momenti di pausa dalle riprese, per esempio, ci ha raccontato diverse avventure vissute su altri set, come quella volta in cui, mentre girava in Tunisia, scoppiò la guerra civile e lui dovette partire immediatamente, interrompendo la realizzazione del film».

Ha appena concluso le riprese di “Finding Steve McQueen”, per la regia Mark Steven Johnson. Può anticiparci qualcosa del film?

«Il film è stato girato ad Atlanta e racconta la storia vera della più grande rapina organizzata negli Stati Uniti, ossia l’assalto ad un deposito segreto di Nixon avvenuto nel 1972. A mettere a segno il colpo non furono dei ladri professionisti ma un gruppo di ragazzi dell’Ohio, e questo creò un notevole scompiglio. Nel cast ci sono attori del calibro di Travis Fimmel, Rachael Taylor, Forest Whitaker e Lily Rabe».

Com’è stato lavorare con questi grandi del cinema hollywoodiano?

«È stata la prima volta che facevo parte di un cast tanto importante e, devo ammettere, all’inizio ho avvertito molta tensione. La differenza tra lo stile italiano e quello d’oltreoceano è stata evidente, ma ciò non ci ha impedito di trovare la giusta armonia. Lavorare con loro è stato emozionante, così come lo è stato l’essere diretta da un regista di grande esperienza come Johnson. Ricordo piacevolmente anche imomenti tra una ripresa e l’altra, quando Jake Weary, essendo anche un cantante, ci trascinava in giro per locali a fare karaoke».

C’è qualche aneddoto delle riprese che può raccontarci?

«Sì. Eravamo pronti a girare la scena di un inseguimento automobilistico ma, giunti sulla location, abbiamo trovato un auto rubata e senza ruote. Spostarla sarebbe stato un inquinamento di prove e girare in quelle condizioni era impossibile. Eravamo pronti a rinunciare quando la polizia, giunta sul luogo per le indagini, ci ha permesso di coprire la macchina fino a farla diventare una discarica e di registrare nella zona coinvolta».

Tra tanto lavoro ha trovato il tempo per l’amore?

«Sì. Sono felicemente fidanzata con un uomo che fa parte del mondo dello spettacolo, ma non posso aggiungere altro».

 

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