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Il gioco online in Europa: i dati che riguardano il 2018

Nel corso degli ultimi 10 anni in Europa si è sviluppata quella che in sociologia viene definita cultura del gioco. Non è un caso se alcune tra le testate più autorevoli come Reuters, Wired e in Italia Repubblica o La Stampa, dedichino al gioco uno spazio apposito, con articoli di approfondimento, dossier e ricerche su un settore in continuo mutamento e sviluppo, sia nel campo tecnologico, sia in termini di progettualità. In particolare è importante ricordare come l’Italia, appena dopo il Regno Unito rappresenti oggi il più grande mercato per il gioco d’azzardo in Europa. Non si tratta di un dato isolato, visto che è già dal 2011 che il gioco si è consolidato, arrivando a quota 97 miliardi di euro, come spesa complessiva per il 2017. Stando agli ultimi dati che riguardano il mese scorso di novembre, questa soglia potrebbe essere superato, chiudendo il bilancio annuale con una crescita prevista tra il 9,7 e l’11,5%, previsione su quanto si è visto durante l’ultimo biennio operativo e con il primo semestre già in archivio. In Italia sono cresciute le cifre che riguardano sia il gioco online dei casinò digitali, sia il gioco di tipo fisico, con slot machine in testa. Senza contare le varie lotterie e il circuito delle scommesse sportive, che ormai per una questione settoriale, viene considerato un dato a parte, visti i volumi di traffico che si sono verificati tra il 2014 e il 2018, con punte massime che si riscontrano quando ci sono eventi sportivi di grande rilevanza mediatica come il Mondiali di calcio di Russia, della scorsa estate. Si parla comunque di un comparto industriale, basato sul terziario avanzato che in Italia ha raggiunto cifre record, rappresentando ormai per l’Erario importanti entrate annuali che si verificano dal 2011 fino a oggi.

Le cose però potrebbero presto mutare, visto che durante la scorsa estate con il provvedimento del Decreto Dignità, vengono modificate alcune regole anche in materia del gioco sia esso di natura fisica, sia digitale. La più importante novità sarà quella rappresentata dal divieto di fare pubblicità con ogni mezzo stampa, nuovo e tradizionale, al mercato del gioco d’azzardo. Vengono quindi messi al bando sia i siti di online casino, sia quelli di betting che trattano le scommesse sportive. Un danno d’immagine che si prevede potrebbe avere effetti negativi racchiudibili tra il 19 e il 23% dal 2019 al 2022. Questo è in contrasto con le intenzioni del mercato europeo del gambling, che stava tentando la via della liquidità condivisa, per creare un unico canale dedicato ai giocatori dell’intera comunità europea. Oggi, mentre i mercati di Spagna, Portogallo e Francia, sono in crescita, nonostante il 2018 abbia prodotto numeri in crescita, dal 2019 in poi per il settore del gioco potrebbe verificarsi un nuovo anno zero. Il gioco d’azzardo rimane praticabile e monitorato dall’ente autonomo AAMS che ne promuove lo svolgimento legale e trasparente, tuttavia con il divieto di fare pubblicità, ci saranno perdite sempre maggiori per i principali gestori di sale da casinò, betting e altre realtà come le poker room.

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