Gianfranco D'Angelo
Spettacolo
Il comico morto a Ferragosto

GIANFRANCO D’ANGELO. Il ricordo della Fumero: «Senza di lui Drive In è finito per sempre»

“Lui era l’anima di quella trasmissione e con lui, proprio al Le Roi di Torino, era nato lo spettacolo teatrale che abbiamo messo in scena fino al 2017”

«La morte di Gianfranco D’Angelo mette definitivamente la parola fine sulla storia di Drive In. E’ inutile fare finta di niente, lui era l’anima di quella trasmissione e con lui, proprio al Le Roi di Torino, era nato lo spettacolo teatrale che abbiamo messo in scena fino al 2017». Parla così Margherita Fumero dell’amico e collega di mille peripezie, Gianfranco D’Angelo, morto il giorno di Ferragosto a Roma dopo una breve malattia. Avrebbe compiuto 85 anni il 19 agosto prossimo.

Commozione e dolore nella parole dell’attrice torinese che nei panni della moglie di Enrico Beruschi è stata protagonista anche lei, come D’Angelo, della storica trasmissione di Antonio Ricci andata in onda dal 1983 al 1988. E sono stati proprio loro con Sergio Vastano (lo studente calabrese di “io il 18 lo rifiuto”) a partorire l’idea qualche hanno fa di un tour di Drive In. «Lo decidemmo dopo una serata in cui io, D’Angelo e Beruschi registrammo il sold out al Le Roi, ci ha convinti Toni Campa. Ideammo lo spettacolo al quale si aggiunsero poi Pistarino, Ezio Greggio ed altri, e lo portammo in scena fino al 2017. Ecco, quello è stato l’ultimo atto di Drive In, senza Gianfranco non si può più ripetere. Sono venuta a conoscenza della sua morte anche io domenica, non sapevo fosse malato. Ci eravamo sentiti per augurarci buone vacanze qualche settimana fa. E’ stato il nostro ultimo saluto. Noi di Drive In siamo una famiglia, siamo amici veri, quelli che anche se non ti senti per mesi appena ti ritrovi è come se non ti vedessi da un giorno. Adesso è strano pensare che lui non ci sia più». Nato da una famiglia poverissima, D’Angelo rimase orfano all’età di tre anni e fu affidato agli zii. I suoi inizi furono molto duri, fece qualsiasi tipo di mestiere sognando sempre il teatro. Di giorno lavorava, la sera si esibiva nei cabaret. Negli anni ‘70 arrivò il debutto in tv, alla Rai, con “Sottovoce ma non troppo”, e l’inizio di una carriera che alla fine lo portò a Drive In e alla popolarità. Il suo personaggio era Armando, l’improbabile domatore di Has Fidanken, il cane immobile che, invece, avrebbe dovuto fare acrobazie stratosferiche per intrattenere il pubblico. Una gag amara e demenziale che alla gente piacque molto e di cui si parla ancora oggi.

«Gianfranco era un comico di notevole talento, tanto simpatico in scena, quanto elegante nella vita. Era un signore, aveva modi gentili, sembrava davvero un uomo d’altri tempi. Era molto rispettoso e attaccato alla famiglia». Già, e alle sue due figlie, Daniela e Simona, anche loro attrici e doppiatrici. Una vita per lo spettacolo quella di D’Angelo e per la tv di cui ha segnato pagine importanti. Dopo la fine di Drive In, fu proprio lui insieme con l’amico Ezio Greggio a inaugurare “Striscia la Notizia” e, di conseguenza, una nuova pagina nella storia del piccolo schermo. «Addio Gianfranco piango. Se ne va non solo una persona a me particolarmente cara ma che è stata importante nella mia vita. Sei stato grande al cinema, in tv e in teatro regalando sempre risate ed allegria. Ti voglio bene Frankie collega, amico e fratello. Has has fidanken», il commento di Ezio Greggio alla triste notizia dall’addio di Gianfranco D’Angelo. Il comico gentiluomo.

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