L'ospedale di Gallipoli
Cronaca
Il caso è stato affidato alla Procura di Lecce

GIALLO A GALLIPOLI. Turista denuncia un gruppo di torinesi: “Mi hanno violentata”. Poi ritratta: “Nessuno stupro, ma mi hanno palpeggiata”

La ragazza si sarebbe inventata tutto solo perché uno dei sette, quello con cui aveva avuto un rapporto sessuale consenziente, non l’avrebbe invitata a restare in casa per la notte come lei sperava

E’ giallo a Gallipoli dove si indaga per fare piena luce su un presunto caso di stupro di gruppo ai danni di una teen-ager lombarda da parte di un gruppo di turisti torinesi. La vicenda, che ha destato non poca apprensione ed ha avuto una vasta eco sulla stampa salentina, risale alla serata di giovedì scorso. Tutto è nato dalla denuncia presentata da una 19enne bergamasca, in vacanza nella nota località di mare della provincia di Lecce, che ha sporto querela nei confronti di alcuni giovani originari della provincia di Torino, come lei in villeggiatura nella stessa cittadina pugliese, accusandoli di violenza sessuale.

VOLEVA BERE UN DRINK CON LORO, POI LO STUPRO
Secondo le prime ricostruzioni dei carabinieri, la ragazza sarebbe entrata in casa dei turisti – 7 giovani, tutti di età compresa tra i 20 e i 30 anni – di sua spontanea volontà e senza alcuna costrizione, per bere un drink in loro compagnia. Qui, a quanto pare, sempre secondo quanto da lei dichiarato in un primo momento, la 19enne avrebbe subìto la violenza sessuale di gruppo.

MA IL REFERTO MEDICO SMENTISCE LA RAGAZZA
Tuttavia il referto stilato dai medici del pronto soccorso dell’ospedale “Sacro Cuore di Gesù”, dove la ragazza è stata visitata subito dopo il presunto stupro, avrebbe escluso tale circostanza, tanto che la 19enne è stata dimessa senza alcuna conseguenza fisica (sul suo corpo però sarebbero state rinvenute ecchimosi su cui gli inquirenti sono chiamati a fare chiarezza per stabilirne le cause). Il referto, in poche parole, avrebbe smentito la violenza sessuale.

IL RAPPORTO SESSUALE E’ STATO CONSENZIENTE
Sempre in ospedale, i medici del nosocomio salentino avrebbero riscontrato, all’opposto, i segni di un rapporto sessuale consenziente, cioè senza violenza da parte della giovane. Versione, questa, sostenuta a più riprese dai 7 torinesi tirati in ballo dalla turista lombarda. Gli stessi militari dell’Arma, tra l’altro, dopo aver passato al setaccio l’abitazione affittata al gruppo di piemontesi, non avrebbero trovato alcun riscontro al terribile racconto fornito dalla 19enne. E gli stessi “accusati”, trattenuti per tutta la notte in caserma e sentiti dagli investigatori, avrebbero ridimensionato l’accaduto respingendo ogni accusa.

IL COLPO DI SCENA: LA 19ENNE CAMBIA VERSIONE
In mattinata, il colpo di scena: la turista bergamasca avrebbe sostanzialmente cambiato versione ammettendo di avere avuto un rapporto sessuale consenziente con uno dei torinesi e poi, successivamente, di essere stata palpeggiata dagli altri giovani del gruppo. Nel frattempo ha iniziato a farsi strada un’altra incredibile versione, pure al vaglio degli inquirenti: la 19enne si sarebbe inventata tutto per ripicca, solo perché uno dei sette, quello con il quale aveva avuto il rapporto sessuale consenziente, non l’avrebbe invitata a restare in casa per la notte, come lei avrebbe voluto.

RILASCIATI GLI OTTO TORINESI
Solo un’ipotesi, occorre dirlo. Attualmente al vaglio degli inquirenti cui tocca il difficile compito di dipanare l’intricata matassa di una vicenda dai contorni poco chiari, visto il valzer di versioni da parte della bergamasca e del gruppo di torinesi. Non a caso sulla vicenda indaga il pubblico ministero della procura di Lecce Carmen Ruggiero. I 7 piemontesi, dal canto loro, sono stati rilasciati dai carabinieri di Gallipoli: tutti sono assistiti dall’avvocato Luca Laterza. A loro carico, al momento, non è stata emessa alcuna misura restrittiva.

 

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