Lo stadio Grande Torino
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Giàche e paltò

Come può un vecchio cuore granata come il mio consolarsi dopo aver perso in casa 0 a 7 con l’Atalanta? Bèh…intanto la sfiga. Cosmica. Scarogna granata Doc. Persino un gol da centrocampo! Però non voglio sentir dire “bastardi, potevano fermarsi al 4 a 0”. No. Sarebbe stato antisportivo. Se pensassimo ciò, non potremmo poi vantarci del record del Grande Torino (10 a 0 all’Alessandria nel 1949). Proviamo a scherzarci su parlando di punteggi. 4 a 0 è un punteggio severo, proverbiale, passato dalla scopa al gergo: “A l’ha piantàme quat a gnun”. Cinque a zero è una giacca: “a l’ha fàme ‘na giàca parèj”. Sei a zero (o a pochi ) si dice “punteggio tennistico”.

Col 7 a 0 si torna all’abbigliamento e iniziano i cappotti (a l’han fàje ‘n paltò) che possono essere al ginocchio (7 a 0) al polpaccio alto (8 a 0) o basso (9 a 0), o addirittura alla caviglia (10 a 0). Restando in serie A, possiamo far precedere il paltò al ginocchio che ci ha rifilato l’Atalanta da quello al polpaccio basso (9 a 0) che rifilammo al Casale nel 1932 e da quello alla caviglia (10 a 0) che demmo nel 1948 all’Alessandria. Se la consolazione non basta, ecco la compagnia dei ‘cappottati’ italiani in serie A. Al polpaccio basso? Roma-Cremonese 9 a 0 (1929); Inter-Casale 9 a 0 (1933); Milan-Palermo 9 a 0 (1951). Al polpaccio alto? Venezia-Padova 0 a 8 (1949); Genoa-Milan 0 a 8 (1955). Al ginocchio? Milan-Torino 7 a 0 (1950); Pro Patria-Juve 0 a 7 (1950); Palermo-Udinese 0 a 7 (2011); Sassuolo-Inter 0 a 7 (2013); Inter-Sassuolo 7 a 0 (2014). Anche senza citare le goleade a 1 (quelle subite facendo il gol della bandiera) è già un bel guardaroba, no? Vardé lòn ch’as fa për nen magoné.

collino@cronacaqui.it

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