L’APPELLO A CIRIO

I gestori delle discoteche: «Noi ultimi e dimenticati»

Fonte: Depositphotos

Risale ormai al 21 febbraio scorso, due mesi fa, l’ultimo sabato sera sulle piste da ballo piemontesi. Da lì, il buio totale. E non quello delle notti passate a scatenarsi tra una discoteca e l’altra, ma quel maledetto e spaventoso buio cui i decreti atti ad arginare il diffondersi del coronavirus hanno gettato uno dei settori strategici dell’universo dell’intrattenimento, quello oggi maggiormente colpito dagli effetti del lockdown. Le sale delle discoteche e di molti altri locali notturni hanno chiuso i battenti in contemporanea con le scuole, seguiti da teatri, cinema, musei e quindi da tutta la serie di locali e attività commerciali non legati ai beni di primissima necessità. Allo stesso modo saranno gli ultimi a riaprire durante la fatidica “fase 2”, si spera ormai alle porte. E probabilmente per molti di loro sarà troppo tardi. I rappresentanti di categoria non ce la fanno più e vogliono essere ascoltati.

+++ CONTINUA A LEGGERE NEL GIORNALE IN EDICOLA OGGI +++

CONDIVIDI
TI POTREBBE INTERESSARE ANCHE
loop-single