L'appello di Tracy Spencer

«Gerry Scotti, torno e voglio rivederti»

La cantante inglese sabato al Different per ricordare gli anni ‘80 di “Run to me”

Pantaloni a vita alta e maglioni di lana grezza, giubbotti di jeans imbottiti, capelli lunghi. Anche i millenials stanno riscoprendo la moda di quei meravigliosi anni ‘80 tornati, oggi, prepotentemente in voga perché, si sa, a volte è proprio bello che la storia si ripeta. È lo sarà ancora di più sabato sera al Different di corso Vittorio Emanuele II, 21, quando, in occasione della serata Over30 di Torino nel Mondo, a ricordare con la sua dance music gli anni ‘80 sarà la bella Tracy Spencer, l’inglesina scoperta da Claudio Cecchetto e Gerry Scotti, che sulle note di “Run to me” e “Take me back” ha fatto ballare un’intera generazione. Erano i tempi del Festivalbar e dei segreti sui diari, delle estati con i cornetti Algida e delle cartoline inviate dalla Riviera. Ed erano i suoi tempi, quelli della bella Tracy, oggi una splendida 57enne.

Il suo successo fu targato Claudio Cecchetto e Gerry Scotti, li sente ancora?

«Ho visto Claudio per l’ultima volta nel 1995, ai tempi vivevo ancora a Milano – spiega Tracy Spencer raggiunta da CronacaQui nella sua Inghilterra – Gerry lo vedo solo in tv quando vengo a fare serate in Italia, sono felice di sapere che va ancora fortissimo. Anzi gli lancio un appello: Gerry, ti voglio rivedere, se mi leggi fatti sentire!».

Cosa vedranno e ascolteranno i torinesi sabato sera?

«Farò pezzi tratti dall’album “Tracy” e starò con il mio pubblico che è sempre stato molto gentile con me».

Di cosa si occupa in Inghilterra?

«In questo momento vivo al sud, in un piccolo paese chiamato Bexhill, vicino al mare. Lavoro per una compagnia che vende prodotti per il marketing e contemporaneamente sto sviluppando un progetto per aiutare i bambini da 5 ai 10 anni che hanno difficoltà in matematica. I miei figli abitano nell’appartamento di Londra dove sono cresciuti. Io torno a volte nei weekend e ci rimango per 3 o 4 giorni».

Che tipo di mamma è, ci parli dei suoi due figli?

«Eden ha 21 anni e Gabriel 20. Loro dicono sono una mamma dura ma imparziale e aperta, sono felice di questi giudizi. Mi sono separata dal loro padre quando erano piccoli, quindi sono sempre stata sia mamma che papà. Mi è piaciuto fare la mamma di due maschi, sono molto facili da gestire e ho imparato a conoscere i loro giochi. È stata una vera scoperta per me che sono sono cresciuta con due sorelle. Mi mancano quei tempi, oggi loro stanno seguendo la loro strada e capisco che non abbiano tanto tempo per la mamma, ma io li aspetterò, so che torneranno. Intanto, stanno tenendo la casa pulita come gli ho insegnato».

Cosa le rimane dell’Italia?

«Ho vissuto in Italia dai 20 ai 26 anni, è stato fantastico avere l’opportunità di rimanere duranti gli anni ‘80. Ho scoperto come vivono gli italiani e quanto mi piacciono. In estate c’era la discoteca all’aperto, in inverno la montagna e il cibo diverso in ogni parte del Paese. Ho visto l’Italia dal Nord al Sud e continuo a scoprirla anche adesso, inoltre, facendo serate anni ‘80 sto conoscendo dei colleghi che non avevo avuto la possibilità di avvicinare prima».

La musica oggi, cosa ne pensa?

«La musica di oggi mi sembra tutta uguale, per questa ragione non l’ascolto molto, quindi non credo di essere un buon giudice. Mia sorella minore lavora nel mondo della musica, se uscirà qualcosa di interessante me lo farà sapere».

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